PIAZZA ARMERINA. La cupola dell'architetto Lucio Trizzino per la Villa Romana del Casale viene rispedita indietro dalla sovrintendenza di Enna e dall' assessorato regionale ai Beni culturali senza esame e senza nulla osta. Il progetto era stato depositato, alcune settimane fa, dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, coordinatore di tutti gli interventi sul sito archeologico. Il sovrintendente di Enna Salvatore Scuto ha prima inviato per conoscenza il progetto all'assessorato regionale. L'assessorato l'ha rimandato indietro a Scuto, Scuto a Sgarbi. «La sovrintendenza deve accettare solo i progetti che provengono dall'assessorato regionale ai Beni culturali, non quelli provenienti dall'esterno». Così Alessandro Pagano, assessore regionale ai Beni culturali. Un'enorme campana di vetro, una cupola con un diametro di 150 metri, un'altezza tra i 35 e i 50 metri, in vetro ed acciaio inox lucido. Un progetto presentato da Sgarbi quando già Pagano aveva deciso, ed erano passati appena pochi giorni, per il concorso di progettazione sulla Villa Romana del Casale. In realtà la sovrintendenza di Enna aveva già ricevuto da Sgarbi un primo progetto, esaminandolo e bocciandolo. Quello dell'architetto Guido Canali, preferito inizialmente dal critico d'arte allo stesso Trizzino, poi andato via, stizzito, dalla città dei mosaici. Uno strappo amministrativo e burocratico, secondo alcuni, il solo fatto di aver preso in esame l'idea progettuale di Canali. «Era stata la sovrintendenza a fare lo strappo e non l'assessorato», sottolineano dall'ufficio stampa dell'assessorato. In pratica, secondo Pagano, si sarebbe trattato di una bocciatura anomala. Anomala perché il progetto Canali non era stato mai ufficialmente presentato dall'assessorato. Insomma, senza un ombrello giuridico e amministrativo, non si possono accettare i progetti estranei all'assessorato. «Si è tenuto poco alla forma in tutta questa vicenda», sottolineano dall'assessorato ai Beni culturali. E Sgarbi non avrebbe il potere di presentare progetti. Si va avanti con il concorso di progettazione. Il critico d'arte considera Pagano il responsabile politico della «confusione creatasi sulle competenze». «Facciano una legge per attribuirmi poteri commissariali, oppure scelgano di nominarmi semplice consulente, a quel punto o mando tutti a quel paese o potrei anche decidere di accettare», sottolinea Vittorio Sgarbi. «In questo caso, però, la vittoria politica del centrodestra a Piazza avrebbe perso significato, non avrei alcun potere decisionale, potrei solo consigliare; tutte le responsabilità nel bene e nel male le assumerebbe l'assessore», aggiunge l'onorevole. L'11 dicembre il polemista sarà a Piazza. Discuterà in un convegno dei progetti Canali e Trizzino. «Se Canali è stato già bocciato non me ne frega niente, se avrò i poteri commissariali deciderò io, non la sovrintendenza», precisa. Sgarbi avrebbe in serbo per Pagano una sorpresa per il 21 dicembre. «L'arrivo a Piazza di Berlusconi», dice.