Viaggio tra le oltre 600 opere conservate nel caveau dei carabinieri specializzati nel recupero di capolavori trafugati In aumento i reperti ritrovati dai militari, che stasera festeggiano con Napolitano i 197 anni di fondazione del corpo Il Modigliani restituito e il giallo della "Cattura di Cristo" : si pensò a un Caravaggio ROMA Il bottino è al sicuro in un nascondiglio sotterraneo. Ma stavolta i preziosi sono nelle mani giuste, quelle dei carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale. Nel caveau della caserma romana di via Anicia sono conservati quadri barocchi, come la SantAgnese del Volterrano, tavole medievali, ad esempio i due fondi oro trafugati nella cattedrale di Chiusi nel 1994, e poi sculture classiche, arredi sacri, libri rari, violini, mobili antichi, tra i quali spicca il trumeau da 400mila euro depredato in Francia nel 2007 e da poco recuperato dai nostri militari in una fiera antiquaria in Italia. Sono oltre 600 le attrazioni di questa galleria darte chiusa al pubblico e formata dalle opere tolte dalle mani di ladri darte, ricettatori, predoni internazionali, tombaroli nostrani, ma anche collezionisti ignari. La refurtiva è fortunatamente in calo. Gli uomini del generale Pasquale Muggeo, 300 carabinieri specializzati sparsi in tutta Italia, oltre ai recuperi e ai corsi alle altre polizie (di recente a Quito e Algeri), fanno unopera di prevenzione che ha permesso un calo progressivo dei furti darte negli ultimi tre anni. E anche questo successo festeggeranno stasera, nel corso del 197esimo anniversario di fondazione dellArma, in piazza di Siena, alla presenza del capo dello Stato e del presidente del Consiglio. Il "museo" dei carabinieri è sempre in smobilitazione. Le 600 opere, conservate in locali climatizzati, saranno tra poco restituite ai legittimi proprietari. Ad esempio, alla Soprintendenza archeologica di Roma che nel lontano 1954 denunciò il furto da un suo deposito di un busto, di un fregio e di altri marmi romani. «Finché un giorno un nostro carabiniere - racconta il colonnello Raffaele Mancino, comandante del reparto operativo - è entrato a prendere un caffè in un bar e ha visto il reperto di marmo. Ha notato liscrizione, lha trascritta e poi lha confrontata con lelenco della nostra banca dati, ricca di 4 milioni e 700mila file. È stato così che abbiamo recuperato anche gli altri pezzi rubati a Roma mezzo secolo fa». Nel caveau del Comando impiantato nel 2004 nei locali di un antico lebbrosario di Trastevere, le opere restano quattro-cinque anni al massimo. A volte però per sempre. Sono le opere che lo Stato italiano, vittima del furto, decide di lasciare ai carabinieri per abbellire le sedi di piazza SantIgnazio, prima "casa" del Nucleo tutela patrimonio artistico fondato nel 1969 e dotato allora di 11 uomini, o di via Anicia: alle spalle del colonnello Mancino troneggia un tondo con Madonna, Bambino e santi recuperato in Svizzera e dallanno scorso assegnato alla mano del Ghirlandaio; incorniciato in una nicchia splende invece un Ercole del I secolo d. C. esportato illegalmente oltralpe; ma allingresso si trova anche una vetrina zeppa di falsi vasi etruschi per spiegare alle scolaresche in visita la differenza con gli originali. Fino a due mesi fa nel caveau cera una donna dal collo lungo, un Modigliani rimasto imbrigliato nella disputa attribuzionistica: falso o originale? Poi la sentenza definitiva: è del genio livornese, e il quadro ha ripreso così la strada di casa. In sospeso è ora il giudizio sulla "Cattura di Cristo" che nel 1959 Roberto Longhi, vedendola in una collezione privata fiorentina, attribuì a un seguace di Caravaggio e che poi altri studiosi assegnarono alla mano del Merisi stesso. Ora che loriginale è stato certificato nel museo di Dublino e che sullesemplare conteso è stato trovato un tipo di giallo impiegato venti anni dopo la morte del maestro (1610), rimane da dirimere una vertenza sullacquisto. E, in attesa del giudizio, la tela del "giallo di Caravaggio" sta al sicuro nel caveau dei carabinieri.
Tra i cacciatori di tesori rubati "Qui mettiamo larte al sicuro"
Il reparto operativo dei carabinieri specializzati nel recupero di capolavori trafugati ha recuperato oltre 600 opere d'arte, tra quadri, sculture, libri rari e oggetti antichi, in un nascondiglio sotterraneo a Roma. Il reparto, guidato dal colonnello Raffaele Mancino, ha recuperato opere trafugate in Italia e all'estero, tra cui un trumeau da 400mila euro e un Ercole del I secolo d.C. esportato illegalmente in Svizzera. I carabinieri hanno anche recuperato un Modigliani e una "Cattura di Cristo" attribuita a Caravaggio, ma la restituzione della tela è ancora in sospeso a causa di una disputa attribuzionistica.
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