Tortolì. In Comune la parola d'ordine è cautela. Il sindaco: non mi esprimo, parola ai giudici. Dopo il sequestro delle ville abusive va in scena il giallo delle ruspe. O meglio, delle mancate demolizioni. Alberto Boi che, a capo del Crsu, si occupa di consulenze urbanistiche per enti pubblici e magistratura usa parole durissime. "Una norma - dice - permette alle amministrazioni locali di chiedere l'intervento sostitutivo della Regione in materia di demolizioni. Perchè il Comune di Tortolì non lo ha richiesto e, se lo ha fatto, perchè la Regione non è intervenuta?" SILENZIO. Nel Municipio di Tortolì invece regna la cautela dopo la bufera che si è abbattuta sulle lottizzazioni abusive del Golfetto. Il sequestro probatorio da parte della Procura della Repubblica di Lanusei di un centinaio di costruzioni sulla costa ha squarciato il velo su una situazione che era sotto gli occhi di tutti da tempo immemorabile. Da anni nell'amena località costiera sorgevano villette ma non solo. Spesso a deturpare quell'angolo di paradiso c'erano, a creare l'antiestetico effetto pollaio, recinzioni, palizzate e lamiere anch'esse abusive. A bubbone scoppiato il sindaco Mimmo Lerede dichiara di avere massima fiducia nella magistratura. "Non possiamo far altro che attendere la fine dell'inchiesta", commenta laconico il primo cittadino alle prese con la grana che ha coinvolto nomi eccellenti: noti professionisti, amministratori e loro parenti. Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore all'Urbanistica Massimo Cannas che ripete, quasi come un mantra, quello già dichiarato da Lerede. "Attendiamo di avere notizie ufficiali e abbiamo fiducia nell'operato della giustizia". NUBI SUL FUTURO. Anche la domanda su cosa intenda fare l'amministrazione non ha al momento risposte. Forse il risanamento dell'area, laddove possibile, forse l'acquisizione al patrimonio comunale. Ipotesi che al momento rimangono tali con il Piano urbanistico comunale, che ha stralciato la zona costiera dalla pianificazione lasciando Orrì e il litorale nell'anarchia, destinato a diventare una mina vagante. "C'è un'azione giudiziaria in corso", taglia corto Cannas, "una volta conclusa ci consulteremo con gli uffici". Per Bruno Pilia, presidente della Provincia Ogliastra, l'intervento della Procura è servito a far emergere la realtà. "Speriamo che vi siano delle soluzioni", commenta Pilia. "Siamo vicini all'amministrazione. E' un fenomeno di cui si conosceva l'entità già da tempo ma gli enti locali hanno scarsi mezzi per poter intervenire. GLI AMBIENTALISTI. Esulta invece l'associazione Gruppo d'intervento giuridico e amici della Terra. "Più volte negli anni scorsi", scrive il leader, Stefano Deliperi, "abbiamo chiesto alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura di attivarsi proprio nei confronti del fenomeno dell'abusivismo edilizio sul litorale di Orrì. Non possiamo quindi che esser soddisfatti".