VENEZIA. Nella conferenza stampa il curatore accusa critici e fondazioni «L'arte non è cosa nostra». Vittorio Sgarbi insiste su questo concetto, che dà anche il titolo al «suo» Padiglione Italia della Biennale che apre oggi a Venezia, nel quale viene rispolverato il nudo (con la pornostar Vittoria Risi) a due troni coperti di serpenti. Il critico ribadisce che l'arte contemporanea non è quello che accade nel nostro tempo ed invece è «un grande sanatorio, separato dal mondo, non frequentato se non accidentalmente dalle persone sane». E così Sgarbi ha scelto una strada diversa, mettendo in mostra i nomi dei suoi 260 «segnalatori». Tantissime le critiche, naturalmente non gradite. Così Sgarbi, nella conferenza stampa di ieri, si è scagliato contro i giornalisti e critici («tutti ignoranti») e fondazioni (Prada, Trussardi, Fendi) che sponsorizzano solo «arte alla moda». Ne ha per tutti, anche per la Soprintendenza veneziana che ha permesso l'installazione di «fumo» dell'artista Anish Kapoor all'interno della basilica di San Giorgio progettata dal Palladio. «È contro la legge! E poi non mi lasciano piantare dei chiodi nella malta dell'Arsenale». Un'idea, quella di Sgarbi, potenzialmente bella ma difficile e pericolosa da attuare. Una scelta che non è stata fatta. Si esce dalla Biennale frastornati: se in area italiana tutto è arte (colpa di chi la mutua come tale), nel mondo (soprattutto ai Giardini) troppa politica e poca poesia si specchiano in un'arte che sta soffocando anche per la sovrapposizione con i media. Per fortuna c'è la poetica opera di Urs Fischer che brucia lentamente. La cera, che resterà a documentare quest'imponente scultura, potrà essere riutilizzata per qualcosa di nuovo. M.T.F.
Biennale, Sgarbi contro tutti: L'arte non è cosa nostra
Vittorio Sgarbi, curatore del Padiglione Italia della Biennale, ha detto che l'arte non è "cosa nostra" e che la critica e le fondazioni che sponsorizzano l'arte alla moda sono "ignoranti". Ha accusato i giornalisti e le fondazioni di non apprezzare l'arte contemporanea e di preferire l'arte alla moda. Ha anche criticato la Soprintendenza veneziana per aver permesso l'installazione di un'opera di Anish Kapoor all'interno della basilica di San Giorgio. Sgarbi ha anche affermato che l'arte contemporanea è un "grande sanatorio" separato dal mondo.
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