In stato di abbandono, in piazza Alberico Gentili, la celebre opera progettata da Smiriglio Scolpita da Nunzio La Mattina, si trova in condizioni di degrado dalla fine degli Anni 90, quando un cane rimase folgorato il barone filippo dangelo di notarbartolo in una foto del 1920 vincenzo prestigiacomo La fontana della "Ninfa" di piazza Alberico Gentili, progettata da Mariano Smiriglio e scolpita nel 1635 da Nunzio La Mattina, è abbandonata dagli anni Novanta del Novecento, da quando un cane si avvicinò alla vasca e rimase folgorato. Da quel momento sono saltati i giochi d'acqua e all'interno della vasca ristagna acqua piovana verdastra per la felicità di zanzare e di qualche assetato colombo. La fontana un tempo si trovava davanti al convento di S. Antonino, nel famoso stradone Alcalà, ed era circondata da un "teatro" semicircolare con statue marmoree. Quando nel 1875 gli amministratori comunali pensarono di abolire Porta S. Antonino, la fontana venne collocata nel quartiere nuovo detto della Libertà. Del prezioso complesso progettato dallo Smiriglio rimane l'elegante successione delle vasche concentriche e le sculture di cavalli marini che si alternano tra le piccole vasche. Purtroppo, lo stato di degrado è agli occhi di tutti. Le decorazioni sono assalite da macchie verdastre. Sono le alghe terrestri litofile, organismi vegetali di dimensioni microscopiche. Spesso si aggregano e formano strutture filamentose dette ciano batteri. La vasca grande si presenta piena di acqua marcia, foglie, rami, cartacce. Un "gioiello" d'arte di questa portata in qualsiasi altra città del mondo sarebbe un fiore all'occhiello. Siamo baciati dalla fortuna di possedere un invidiabile patrimonio artistico ma non sappiamo decisamente gestirlo. Senza contare che tenerlo degradato mortifica quei geni creatori. Possiamo capire che non ci sono i fondi per un immediato restauro e del ripristino dell'impianto elettrico, ma un giardiniere per pulire il complesso non dovrebbe essere difficile reperirlo. Su questa incantevole opera d'arte Serena Marotta ha scritto: "L'abbinamento delle sculture di cavalli marini e mascheroni fa sì che la fontana di piazza Gentili faccia da anello di congiunzione tra le fontane del mare e quelle dell'entroterra. Sulla derivazione del nome non si sa nulla. L'unica traccia potrebbe essere ricercata nella targa annessa, che fa riferimento alle Nereidi, alle Naidi e alle Nepee". Negli anni Venti molti aristocratici amavano fare delle passeggiate a cavallo e la meta preferita era la strada della Libertà. Una delle due fotografie da noi pubblicate ritrae il barone Filippo D'Angelo Notarbartolo di Villarosa che posa con lo sfondo della bellissima fontana dello Smiriglio. Il quartiere della Libertà con il nuovo Piano Regolatore Generale di Palermo, approvato definitivamente nel 1963, prevedeva elevate densità volumetriche che permisero ai costruttori una forte speculazione edilizia. Così si poterono alzare mostruosi palazzoni di otto e dieci piani. Si pensò in questo modo di risolvere il problema delle case richieste dalle frotte umane arrivate dalla provincia per essere impiegate negli uffici della Regione. Nacque uno scellerato accordo tra i possessori di ville che tappezzavano la via Libertà e i costruttori privi di scrupoli. I proprietari delle antiche costruzioni prendevano in cambio una o due abitazioni nuove e un bel gruzzolo di milioni. Fu presa di mira soprattutto la via Libertà, la strada della Belle Epoque, che in pochi anni diventò un ammasso di cemento armato. Venne cancellato anche il polmone di verde che circondava le basse dimore. Sotto i picconi caddero le ville De Cordova, Bianca, Corrao, Cuccia-Pottino, Utveggio, Arangi, La Cavera, Albanese, Cusenza, La Lomia, Riccobono, Nicoletti, Piccolo, Sillitti. Insomma, una vera strage di preziosi "gioielli" che vanno dalla fine dell'800 agli anni Venti. 03062011
SICILIA - C'era la fontana della Ninfa
La fontana della "Ninfa" di piazza Alberico Gentili a Palermo è stata abbandonata dagli anni Novanta del Novecento. La fontana, progettata da Mariano Smiriglio e scolpita da Nunzio La Mattina nel 1635, è stata collocata nel quartiere della Libertà dopo l'abolizione di Porta S. Antonino nel 1875. La fontana è stata degradata e le decorazioni sono state assalite da alghe terrestri. La vasca grande è piena di acqua marcia, foglie, rami e cartacce. Il restauro e il ripristino dell'impianto elettrico richiedono fondi, ma un giardiniere per pulire il complesso non dovrebbe essere difficile reperire.
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