Accordo Matteoli-Rossi, finanziamenti in arrivo grazie all'8 per mille Accolta così l'idea dell'ex soprintendente Guglielmo Malchiodi PISA. Quel campanile s'ha da fare. Ormai ne sono tutti convinti e l'opera sarà portata a compimento. Così l'idea avuta anni fa dall'ex presidente Guglielmo Malchiodi troverà la sua piena realizzazione con il beneplacito, arrivato proprio nei giorni scorsi, del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli e del governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, che hanno dato il via libera alla richiesta di finanziamento dell'8 per mille a diretta gestione statale, per permettere così il completamento dell'opera. La comunicazione è stata fatta dal soprintendente Agostino Bureca, durante l'iniziativa degli Amici dei musei a de monumenti pisani, svoltasi l'altro giorno alla Primaziale. Così la basilica di San Piero a Grado potrà ritornare ad essere quella che era prima della Seconda Guerra Mondiale. I lavori finora fatti hanno consentito di portare avanti l'opera di ristrutturazione avviata negli anni Cinquanta dal prof. Piero Sanpaolesi, innalzando intanto il campanile fino all'altezza di circa 16 metri. Edificata tra l'XI e il XII secolo, nel luogo in cui la tradizione ritiene fosse sbarcato l'apostolo Pietro, la basilica sorge in un contesto paesaggistico di notevole suggestione. La ricostruzione del campanile, distrutto dalle truppe tedesche, simboleggia il recupero dell'identità di questo piccolo borgo e il segnale di un forte miglioramento dell'offerta culturale della nostra città. Pienamente convinto del recupero anche l'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, che lo ha definito «dal punto di vista ecclesiastico uno dei capisaldi della storia religiosa di Pisa, il segno della primitiva presenza cristiana nella nostra città». La ricostruzione del campanile, secondo il sindaco Filippeschi, può rappresentare un importante elemento di attrazione turistica. «Il mancato recupero sarebbe stato - ha aggiunto il sindaco - una mutilazione architettonica e paesaggistica». L'ex soprintendente Guglielmo Malchiodi aveva incaricato dei lavori lo staff di tecnici sotto la guida dell'architetto Rosa Mezzina. Gli interventi di recupero erano stati affidati all'impresa Barale e le prime operazioni hanno riguardato il consolidamento delle fondazioni originarie e l'ispessimento delle murature preesistenti dell'edificio. Sono i blocchi di quarzite della cava di Guamo e di Grotti Mocali, individuati dopo attente indagini petrografiche, la base per la ricostruzione del campanile. Il primo finanziamento del ministero ha permesso di raggiungere un'altezza di circa 16 metri a fronte dei 37 originari, raggiungendo intanto l'altezza della gronda della basilica, che a livello di impatto architettonico è già un primo risultato positivo. Soddisfatto anche il presidente degli Amici dei musei, Mauro Del Corso. «Per la prima volta - ha detto - si è acquisita consapevolezza che quello di San Piero non è più il campanile della parrocchia, ma è tornato ad essere il simbolo del patrimonio della città, come confermano le vedutistiche su Pisa del Settecento e le visite dei grandi personaggi del Grand Tour. Per la prima volta si è raggiunta una coscienza collegiale e collettiva per restituire l'integrità a quello che, fino a prova contraria, può essere definito l'unico santuario petrino dopo San Pietro in Vaticano».