Dunque, le navi sono tornate a galla, almeno nel panorama dell'attenzione riservata al sistema sito-museo delle navi antiche di San Rossore. Nel recente incontro cui ha aderito, Franco Miracco, alter ego del neoministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan, quanto meno si è preso atto della situazione, dandone conto alla pubblica opinione. Situazione che - ma è solo una conferma - non è delle più rosee, a ben tredici anni ormai dall'eccezionale ritrovamento. Ma che sembra aprire, con il contagocce, alcuni labili spiragli. Non è questo il tempo delle polemiche, sempre inutili, né degli accertamenti, magari un giorno necessari, data la mole dei soldi pubblici sin qui spesi, e di cui più volte si è dato pubblicamente notizia (tredici milioni di euro?). Con gli esiti per i quali ci stiamo oggi, in contingenze economiche assai diverse, arrabattando. Meritano però a nostro avviso, alcune brevi riflessioni. La prima riguarda la futura gestione del sistema (che tale é) scavo-museo, per il quale l'allestimento sarà solo una prima e fondamentale tappa. Sin dagli inizi, primi del'99, data la rilevanza del patrimonio in divenire, si era parlato di una Fondazione di partecipazione, a capitale misto pubblico privato,che forse non sarebbe mancato, e magari non mancherebbe nemmeno ora, se veramente la nostra è una Pompei del mare, allora non da meno di una Cappella Sistina o di un Colosseo, per cui i privati infatti si sono cospicuamente attivati. Ma, forse, quell'idea è tramontata e non vale più neanche la pena di parlarne. Attenzione, allora, a non realizzare una nuova cattedrale nel deserto. La seconda osservazione è sul perché si sia deciso - e chi lo abbia deciso - di abbandonare la strada di verificare la possibilità, che avevamo suggerito (e non solo noi) di un riconoscimento da parte dell'Unesco del sistema sito-museo tra quelli del Patrimonio mondiale dell'Umanità, per il quale non mancherebbero certo i presuppostirequisiti dell'unicità ed eccezionalità, oltre a quello, appunto, di un sistema integrato scavo-museo. Tuttalpiù, il massimo organismo delle Nazioni Unite in ambito di Beni Culturali avrebbe risposto negativamente, se mai la richiesta gli fosse pervenuta... oppure no. Richiedendone però ai richiedenti, in quel caso, anche un rigosoro piano pluriennale di gestione economica per il mantenimento, necessario a garantirne l'alto profilo. (Presidente Amici dei musei e monumenti pisani)
IL MUSEO CHE NON APRE. NAVI ANTICHE, LABILI SPIRAGLI
Il sistema sito-museo delle navi antiche di San Rossore è tornato a galla nell'attenzione pubblica. Il neoministro per i Beni Culturali, Franco Miracco, ha riconosciuto la situazione, ma non ha fornito dettagli. Il sistema è stato ritrovato 13 anni fa e ha richiesto 13 milioni di euro per la sua gestione. La gestione del sistema è stata oggetto di discussioni, con alcune proposte di fondazione di partecipazione mista pubblico-privato. La seconda osservazione è sulla decisione di non richiedere il riconoscimento dell'Unesco, che avrebbe richiesto un piano pluriennale di gestione economica.
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