L'esposto per bloccare i lavori rischia l'archiviazione: decide il gip Il Novi Park non s'ha da fare. Lo hanno sempre detto e oggi lo hanno ribadito: le associazioni ambientaliste (Italia Nostra in testa, ma anche Wwf e Legambiente) si continuano a battere per fermare il cantiere del parcheggio (semi)interrato che sta nascendo nell'area dell'ex ippodromo, opponendosi all'archiviazione dell'esposto presentato un anno e mezzo fa. In questi giorni il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena sta decidendo circa la richiesta d'archiviazione avanzata dalla Procura: durante l'udienza di mercoledì scorso si è dibattuta l'opposizione di Italia Nostra Co. all'archiviazione chiesta dai pm. La palla è ora nelle mani del gip Donati, che sta valutando con attenzione la delicata questione. L'esposto risale ad oltre un anno e mezzo fa, quando il cantiere era stato avviato da poco: Italia Nostra e le altre associazioni avevano contestato il diritto di costruzione in un'area tutelata, considerata bene culturale. Dopo mesi di silenzio, la diatriba è tornata nelle aule del Palazzo di giustizia, anche se per conoscere la decisione finale bisognerà aspettare ancora. Per la Procura, la richiesta di lasciar cadere il procedimento è motivata dal fatto che i lavori per la realizzazione del parcheggio non avrebbero stravolto l'assetto originario dell'ex ippodromo, ossia il bene considerato di interesse culturale. Ma nel frattempo, si è inserito un altro aspetto che potrebbe cambiare le carte in tavola: il livello del parcheggio sopraelevato di quasi due metri. Nel corso dei lavori fu la stessa Italia Nostra a constatare come il Novi Park sporgesse di 1,20 metri rispetto al terreno. «Non bastava che il sottosuolo archeologico venisse distrutto per ospitare un parcheggio di automobili - ha affermato Giovanni Losavio, presidente della sezione modenese Italia Nostra - ma in più si tratta di una costruzione che non sarà soltanto sotterranea, ma supererà in elevazione di un metro e mezzo o due metri il livello del terreno». Da parte sua la Soprintendenza aveva espresso diverse riserve in un primo momento, salvo poi dichiarare che la sopraelevazione si trattava di «una variante progettuale regolarmente autorizzata». «Questo ulteriore aspetto - spiega oggi Losavio -, per noi illegittimo, rafforza ulteriormente la nostra tesi: i lavori per questo parcheggio vanno fermati. Aspettiamo con fiducia la decisione del Tribunale». Daniele Franda