Zambuto e Buscaglia fanno il punto dei finanziamenti ricevuti per salvare il centro storico le macerie di palazzo lo jacono Ad oltre un mese dal crollo del palazzo Lo Jacono e malgrado le marce di protesta, le reiterate richieste del sindaco Marco Zambuto, le riunioni e gli incontri tra i deputati e l'arcivescovo che si é fatto in quattro per sollecitare interventi per consolidare il costone della Cattedrale, non c'é ancora nulla di concreto per intervenire sul centro storico di Agrigento. Né la Regione né lo Stato fino ad ora hanno mosso un dito per mettere a disposizione della comunità agrigentina le risorse finanziarie necessarie per mettere in sicurezza gli edifici pericolanti e per programmare un serio piano finalizzato al recupero del patrimonio architettonico cittadino che, prima o poi, andrà in rovina. Qualche novità in verità dovrebbe giungere la prossima settimana dal Governo Nazionale, così almeno assicurano sia il sindaco Zambuto che l'assessore comunale ai Lavori pubblici Renato Buscaglia. «I soldi che erano destinati alla lotta all'erosione del litorale - affermano - sono già nella nostra disponibilità. Aspettiamo che ci venga notificato il decreto che ne cambia la destinazione d'uso. Ad inizio di settimana siamo andati a Roma al ministero per l'Ambiente al qualche abbiamo chiesto di poter usare queste risorse (esattamente due milioni e 300 mila euro) per il centro storico e ci hanno detto di si. La settimana entrante ci notificheranno il relativo decreto». - Per cosa li utilizzerete? «Saranno destinati allo studio della situazione degli ipogei ed in parte alla rimozione di macerie». - Ma il ministero per l'ambiente non aveva dato anche due milioni nper via Empedocle? «Esatto! e ce li hanno confermati: li avremo quanto prima». - Cos'altro abbiamo al momento? «Nulla! soltanto questi fondi del ministero per l'Ambiente, in totale 4 milioni e 300 mila euro». - E la Regione? «Dicono che la giunta di governo ha deliberato di chiedere la proclamazione dello stato di calamità naturale, ma noi non abbiamo visto tale delibera che é propedeutica all'emissione dell'ordinanza di protezione civile per il costone della Cattedrale e per i rimanenti problemi del centro storico. Ci sarebbero i tre milioni di cui all'emendamento alla legge sui lavorfi pubblici, ma la discussione, come sapete, é stata rinviata alla settimana entrante. Speriamo che non ci siano contrattempi che ne impediscano ulteriormente l'esame e l'approvazione». - Insomma dopo un mese allo stato attuale non c'é nulla... «Dalla Regione nulla. Dallo Stato i fondi del ministero per l'Ambiente, quelli almeno sono sicuri ed in parte ce li abbiamo, per così dire, in tasca». - A che punto siete con le opere di mitigazione del rischio ad Itria? «Siamo alle prese con le richieste della Soprintendenza ai beni culturali la quale non intende autorizzare alcuna demolizione. Chiede invece la realizzazione di costose opere con le quali risolveremmo ben poco e rischieremmo comunque di sprecare risorse finanziarie preziose e comunque di non eliminare i rischi di crollo. Noi invece non vogliamo correre alcun pericolo, specialmente dopo quello che é successo con il palazzo Lo Jacono». Salvatore Fucà 03062011
SICILIA - AGRIGENTO - Abbiamo solo i 4,3 milioni del ministero
Il sindaco Marco Zambuto e l'assessore Renato Buscaglia hanno confermato che non ci sono ancora fondi concreti per salvare il centro storico di Agrigento. Nonostante le marce di protesta e le richieste del sindaco, la Regione e lo Stato non hanno ancora mosso un dito per intervenire. I soldi destinati alla lotta all'erosione del litorale sono già disponibili, ma non è ancora notificato il decreto che cambia la destinazione d'uso. Il ministero per l'Ambiente ha confermato la disponibilità di 4,3 milioni di euro, ma non è ancora notificato il decreto che li destinera al centro storico.
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