Le disgrazie non arrivano mai sole per il San Carlo. La "prima" saltata, dipendenti in agitazione e ieri mattina si è aggiunto un corteo con striscioni cattivi, seguito a un furto notturno. Da tempo non si ricordavano manifestazioni con slogan tanto feroci come quelli che ieri mattina sono partiti dal teatro diretti al Comune. A Palazzo San Giacomo oggi alle 18.30 è previsto l'incontro delle rappresentanze sindacali con il sindaco Iervolino, un confronto sollecitato durante l'assemblea permanente indetta la scorsa settimana dai lavoratori del teatro. L'appuntamento era già fissato, ma un'informazione in bacheca scoperta ieri mattina ha scatenato la rivolta, mentre era comunque prevista l'adesione allo sciopero nazionale contro la finanziaria. Ai dipendenti è sembrato che la convocazione per la prova generale del "Tristano e Isotta" per giovedì alle 17, affissa all'ingresso del teatro, scavalcasse le loro aspettative e la decisione del sindaco di riceverli e ascoltarli. Riuniti nell'atrio i dipendenti del teatro hanno distribuito un volantino contro le voci di condanna che si erano levate nei giorni scorsi sulla loro decisione di far saltare la "prima" wagneriana di apertura della prossima stagione. E subito dopo i manifestanti, un centinaio, hanno inalberato gli striscioni: "Lo zoo è chiuso, i Gattopardi si rifugiano in teatro". E anche: "Sindaco, aiutaci, il San Carlo affonda", insieme a "Lanza, vacant' resta 'a panza", "Al teatro San Carlo va in scena La banda del buco" e infine "Tessi, va' via", rivolti al vicepresidente del cda, Fulvio Tessitore. Non si è unita alla protesta l'orchestra, che da giorni sostiene di non avere alcuna intenzione di andare in scena senza almeno due giorni di prove. Additati come crumiri dai colleghi degli altri settori, i professori dell'orchestra hanno chiarito che non si riferivano alla data della "prima", rispetto alla quale sono d'accordo con i colleghi, e hanno ribadito la loro intenzione e del direttore Gary Bertini di andare preparati a un appuntamento wagneriano che non si può certo affrontare a cuor leggero. Nel riaprire il teatro ieri mattina i custodi avevano già trovato una brutta sorpresa in biglietteria: qualcuno era entrato, si ipotizza dopo il concerto della sera prima, e aveva scassinato armadietti e cassetti della stanza dove lavora lo staff della dirigente del marketing Patrizia Sughi, arrecando danni agli arredi per portar via la misera somma di venti euro. «Ogni teatro all'estero che conosco commenta il soprintendente Gioacchino Lanza Tomasi ha ingresso blindato, guardie giurate e tessere di riconoscimento per entrare. Noi no. Ma non ci sono i soldi per mettere in piedi una simile struttura proprio ora». Malessere aggiunto ad altro malessere. Come quello del coro femminile, della sartoria, dei ballerini, forze che vedono il loro utilizzo ridotto al minimo («Chiediamo al sindaco un piano di risanamento che garantisca l'utilizzo dei contributi erogati al teatro», dice Valentina Alleva della compagnia di ballo e della rsu del San Carlo). Un consigliere comunale di Forza Italia, Marco Mansueto, in una nota sostiene che lo ha «disorientato leggere le dichiarazioni del soprintendente sull'impossibilità di applicare per il personale il rispettivo contratto di categoria». Per questo vuole chiedere alla Iervolino di rispondere sulla vertenza San Carlo nella prossima seduta del consiglio comunale. Una prima fattiva mossa arriva dal presidente della Provincia, Dino Di Palma: con gli avanzi di amministrazione è stata stanziata la cifra di un milione e 40 mila euro per acquistare scenografie e costumi tra i più preziosi del San Carlo, da scegliere tra quelli di Kiefer per l'"Elektra", di Brice Marden per "Orfeo e Euridice", l'impianto visivo di Arnaldo Pomodoro per il "Capriccio" o le scene di Paladino per "Tancredi", o alcuni costumi di Odette Nicoletti. Con questi veri e propri frammenti d'arte, estrapolati dal disordine dei magazzini, potrebbe essere allestito un degnissimo museo. Altri 200 mila euro, sempre grazie alla Provincia, andranno per concerti e balletti al Politeama.