La replica dell'assessore alla Cultura Gaddi stronca l'analisi: «Purtroppo alcuni si limitano a criticare la situazione» L'assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Sergio Gaddi, salva poco o nulla dell'analisi di Roberta Caprani. E ribalta completamente la visione secondo cui i turisti (soprattutto stranieri) verrebbero a Como per il lago e per il paesaggio in senso lato, non certo perché spinti dalle grandi mostre a Villa Olmo o dai gioielli del Razionalismo. «Mi fa ridere sentire che Como non sarebbe una città d'arte - esordisce seccamente Gaddi - Che invece lo sia è una realtà evidente anche a chi non si occupa direttamente della materia. E ritengo peraltro estremamente negativo che alcuni operatori non lavorino per migliorare questa situazione ma si limitino a criticarla». Secondo Gaddi «sul turismo culturale per Como bisogna fare uno sforzo comune per la costruzione di un modello, non soltanto demolire le cose che ancora non sono semplicemente al top». L'assessore-curatore delle grandi mostre a Villa Olmo, sottolinea il valore degli eventi. «Più che altro porto i numeri - dice Gaddi - I visitatori stranieri che nel corso degli anni hanno visitatori le mostre sono in costante crescita. Ma soprattutto, nei circa 350 questionari che sottoponiamo ai visitatori degli eventi chiediamo una cosa semplice: siete venuti principalmente per vedere la mostra o per altri motivi? Ebbene, l'80 delle risposte dice che i visitatori arrivano apposta per i quadri. Se non è turismo culturale questo, non so proprio cosa dire». Altra accusa lanciata nello specifico alle grandi mostre è la programmazione inesistente nel tempo, con la consueta corsa all'ultimo minuto per l'individuazione del nome e l'avvio delle campagne di promozione. «Quello della programmazione rischia di diventare un alibi di tutti coloro che preferiscono stare alla finestra piuttosto che impegnarsi concretamente per fare qualcosa - osserva l'assessore di Palazzo Cernezzi - Con tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare in questi anni, direi che è già un miracolo se siamo riusciti a organizzare eventi di livello internazionale». Altro punto: la scarsa eco degli eventi e dei monumenti comaschi al di fuori dei confini provinciali o poco più. «Non esiste - ribatte Gaddi - basterebbe sfogliare la rassegna stampa delle mostre per vedere che di Villa Olmo si è parlato in tutto il mondo e che si è creata una fidelizzazione con la città grazie a uno dei suoi luoghi simbolo e agli eventi che vi si organizzano. Nulla è stato efficace come le mostre per portare il nome di Como ovunque». Sull'indotto, l'ultima battuta: «Dire che l'indotto delle grandi mostre non esiste è un assurdo, se non altro perché le più grandi università del mondo hanno dimostrato con fior di modelli matematici l'esatto opposto».
A Villa Olmo l'80 dei visitatori viene per i quadri
L'assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Sergio Gaddi, ha risposto alla replica dell'analisi di Roberta Caprani, criticando la sua visione secondo cui i turisti vengono a Como per il lago e il paesaggio, non per le mostre e gli eventi culturali. Gaddi sostiene che Como è una città d'arte e che gli eventi culturali sono un fattore importante per il turismo culturale. Ha anche criticato la programmazione inesistente nel tempo e la scarsa eco degli eventi e dei monumenti al di fuori dei confini provinciali. Gaddi sostiene che le mostre e gli eventi culturali hanno portato il nome di Como ovunque e che l'indotto è reale.
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