La villetta a due piani in Villa Gruber sarà ceduta da Tursi a due milioni di euro in quanto vincolata dal ministero Ma c'è già la richiesta per togliere il veto della Soprintendenza e farne appartamenti. Lilli Lauro (Pdl): «Vergogna» La palazzina di Villa Gruber è in vendita. Anzi, in svendita. A.A.A. Occasionissima, potrebbe ben scrivere il Comune, che ha deciso di offrire uno dei suoi gioielli a prezzo stracciato. Prima una delibera di giunta, poi un voto in consiglio comunale hanno fatto in modo che la palazzina in stile Liberty che sorge proprio in fondo al parco, su corso Solferino, possa essere alienata. Cioè venduta a privati. In altre parole non sarà più un bene del Comune e soprattutto non potrà più neppure in futuro essere ristrutturato e messo a disposizione della collettività. Anzi, ci potrebbe essere il serio rischio che la palazzina di Villa Gruber diventi oggetto di una vera speculazione edilizia. Aspetto che renderebbe ancor più grave la scelta della giunta Vincenzi. I passaggi della vicenda, d'altra parte, sono allarmanti. Il 21 marzo scorso la giunta, su proposta dell'assessore (di Sinistra Ecologia e Libertà) Bruno Pastorino, approva il piano di alienazione di 8 immobili, tra cui la villetta. In tutto 963 metri quadrati di immobile, con servitù attive e passive. Certo, lo stato dell'edificio non è un granché e poi, come si affretta a precisare la delibera, «restano esclusi dalla vendita l'immobile denominato Villa Gruber e il parco pubblico». Bontà loro. Quindi alla fine la palazzina di pianterreno e due piani vale poco o niente: 2.276.842 euro dice la delibera. E già qui ci sarebbe qualcosa da obiettare. In realtà una perizia fatta nel lontano 2005, sei anni fa, stimava il valore in 2.678.637 euro. Ma il Comune ha provveduto ad abbassare il valore. «Nel 2006 si legge in una nota della Direzione Patrimonio demanio e Sport - il Ministero per i Beni e le Attività culturali, nel rilasciare il proprio nulla osta all'alienazione, prescriveva una limitazione a utilizzi che non pregiudicassero il pubblico godimento del bene, escludendo quindi l'ipotesi di destinazione residenziale, che è quella che si ritiene potrebbe essere maggiormente remunerativa ». E così è arrivato l'ulteriore «sconto» ai possibili compratori. Tutto perché, per l'appunto, non si potrebbe fare la speculazione da palazzinari. Almeno stando alle indicazioni del Ministero imposte qualche anno fa. «Il problema è che il Comune ha già provveduto a chiedere alla Soprintendenza la cancellazione di questo vincolo - tuona Lilli Lauro, consigliere comunale del Pdl - E dalla Soprintendenza la risposta non è ancora arrivata. Non è stata respinta la richiesta. Quindi il Comune dovrebbe come minimo attendere di sapere cosa accadrà prima di vendere. Perché tanta fretta?». Eccolo il rischio di speculazione sulla pelle dei genovesi. La possibilità che nel modo di fare del Comune si configuri anche un gravissimo danno per la collettività. Se oggi il Comune vendesse a due milioni e spiccioli come deliberato e a breve arrivasse il via libera della Soprintendenza a fare una riqualificazione residenziale? L'acquirente avrebbe fatto un affare straordinario e le casse pubbliche sarebbero state depredate. Una palazzina ristrutturata nel cuore di Castelletto, immersa in un parco meraviglioso, verrebbe rivenduta a cifre clamorosamente più altre rispetto ai duemila eur- o al metro quadrato circa che viene valutata oggi dal Comune. «E questo è solo uno degli aspetti della vicenda - insiste Lilli Lauro - È grave anche che l'amministrazione continui a svendere i propri beni. Tantopiù se si tratta di strutture per le quali erano state promesse destinazioni di interesse sociale. Saranno vent'anni che sento dire dal Comune che in quella palazzina nel parco verrò spostato un asilo». Da non dimenticare poi che è in corso l'assegnazione di diverse strutture all'interno dei parchi cittadini. Assegnazioni fatte sempre senza ascoltare il parere dei Municipi interessati e soprattutto senza prendere in considerazione l'esistenza di alcune associazioni che da anni si prendono cura delle stesse strutture e che da tempo le hanno richieste in concessione. In qualche caso il piano mette a bando addirittura immobili ormai inesistenti, come aveva denunciato la consigliera del centro Est, Milena Pizzolo. Quello in atto sui parchi più amati dai genovesi è di fatto un pressing preoccupante da parte dell'amministrazione comunale. Nella speranza, per l'appunto, che non degeneri. Diego Pistacchi IN SALDO La palazzina di due piani all'interno del parco di Villa Gruber che il Comune offre a poco più di due milioni di euro e che potrebbe essere ristrutturata a fini edilizi [Pegaso]
Comune A.A.A. svendesi palazzina nel parco
Il Comune di Genova ha deciso di vendere la palazzina di due piani di Villa Gruber, un edificio storico, a due milioni di euro. La decisione è stata presa dalla giunta Vincenzi, che ha approvato il piano di alienazione di 8 immobili, tra cui la villetta. La palazzina è stata valutata a 2.276.842 euro, ma il Comune ha abbassato il valore. La Soprintendenza non ha ancora risposto alla richiesta del Comune di cancellare il vincolo che impedisce la destinazione residenziale. Il Comune ha già chiesto la cancellazione del vincolo, ma la Soprintendenza non ha ancora risposto.
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