A quanto pare, se ne parlerà fra qualche settimana, sotto Natale. Il buco "virtuale" nel bilancio del Toroc, il Comitato organizzatore di Torino 2006, non è stato al centro della seduta del consiglio di amministrazione dell'ente che si è svolta la settimana scorsa. Discussione rinviata, per consentire al neo supervisore Mario Pescante di esaminare nei dettagli, con la sua squadra, la situazione contabile del comitato organizzatore. Il "redde rationem" non è ancora completato, ma per la Torino dei cinque cerchi il peggio sembra passato. L'autunno più arroventato della sua storia quinquennale ha portato via con sé il clima sereno, a tratti quasi incantato, che aveva avvolto la marcia di avvicinamento al 2006 e l'illusione condita di orgoglio subalpino di potercela fare "da soli"; in compenso, tuttavia, il nuovo equilibrio, che sembra aver messo d'accordo centrodestra e centrosinistra, a livello sia locale che nazionale, è stato raggiunto in fretta, evitando pericolosissimi strascichi. Dunque si riparte dal rosso presunto di 180 milioni. Presunto perché il bilancio di Torino 2006 si chiuderà solo dopo che la fiaccola verrà spenta e il testimone passato a Vancouver 2010. In base alle previsioni di oggi «lo squilibrio nei conti del Toroc è di 186 milioni» ha recentemente puntualizzato il presidente Valentino Castellani, ma a consuntivo la cifra potrebbe essere più alta o più bassa. Comunque diversa: da un lato potranno arrivare altri sponsor, dall'altro sarà determinante la performance dei botteghini (dai quali il Toroc si attende un contributo a bilancio di 76 milioni), così come le eventuali spese impreviste da affrontare all'ultimo momento. In ogni caso. Pescante sembra avere le idee chiare: «Il primo progetto cui metteremo mano ha detto nei giorni scorsi - sarà quello della comunicazione: finora è stata un po' trascurata l'interazione con il marketing. Dobbiamo superare la cinta daziaria di Torino e ha aggiunto Pescante, scherzando arrivare almeno fino ad Alessandria. Ho chiesto soccorso a Luca Cordero di Montezemolo (che ha preso il posto di Giovanni Agnelli nelle vesti di presidente onorario dei Giochi, ndr) nei suoi molteplici ruoli: è affezionato ai Giochi, sarà quindi un elemento indispensabile per ampliare l'interesse degli sponsor». Di sponsor si parlerà senza dubbio domani e dopodomani, nel corso della consueta visita sotto la Mole della Commissione di coordinamento del Comitato olimpico internazionale, guidata dal pluri-medagliato Jean Claude Killy. Nata sotto una cattiva stella, la campagna di marketing di Torino 2006 (lanciata pochi giorni dopo l'attentato delle Torri gemelle) non è riuscita, nel tempo, a ingranare la giusta marcia; «il Toroc ha ribadito Pescante - ha fatto un eccellente lavoro, ma la sua eco è rimasta centro le mura di Torino. I danni di questo pudore torinese sono considerevoli. Chi ha investito 600 milioni come i top sponsor si aspettava un ritorno d'immagine che non c'è ancora stato perché la comunicazione è stata trascurata al punto tale da rendere necessaria l'aggregazione di nuovi elementi alla squadra olimpica». Acque più tranquille sul versante infrastrutture e impianti (si veda l'altro articolo in pagina), il 4 novembre sul sito www.torino2006.it è invece partita la campagna di vendita dei biglietti per gare e cerimonie; complessivamente, Toroc e concessionaria TicketOne hanno predisposto 512 diverse soluzioni di acquisto, tra tagliandi per le singole gare, carnet diversi tra loro per discipline sportive, pacchetti comprensivi delle cerimonie di premiazione. Il responsabile ticketing del Toroc Giorgio Lauretta segnala che a soli cinque giorni dalla partenza della campagna era già stato raggiunto il primo milione, mentre il 40 dei tagliandi risulterebbe già prenotato dagli sponsor. Notizie incoraggianti anche dai volontari: «Le domande fa sapere Castellani sono già 22mila, un risultato eccezionale a 15 mesi dai Giochi; contiamo di arrivare a 30mila per potere selezionare 20mila persone». E 4mila volontari verranno già coinvolti negli sport events, le gare internazionali che faranno da test nelle sedi di gara.