Quellarticolo del decreto va ritirato. Dal mondo dellarchitettura si levano molte voci contro la norma che riduce la tutela degli edifici da settanta a cinquantanni. Della questione sarà investito il Consiglio superiore dei beni culturali, dove siede Paolo Portoghesi, il quale ha anche assicurato uniniziativa dellAccademia di San Luca, di cui è vicepresidente (lAccademia è stata fondata alla fine del '500 e custodisce uno dei più ricchi archivi darchitettura novecentesca, fra i quali quello di Mario Ridolfi). Ma un vigoroso appello affinché non venga abbassata la protezione nei confronti dellarchitettura pubblica che ha visto la luce fra il 1941 e il 1961, è stato lanciato ieri a Firenze in unassemblea organizzata da AAA Italia, lassociazione degli archivi di architettura contemporanea, da Docomomo, che cura la documentazione degli edifici novecenteschi, e da Italia Nostra. «Il patrimonio architettonico del XX secolo è fragile», si è sostenuto. E si è deciso di inviare un documento al Consiglio superiore e al presidente della Repubblica e di organizzare una mobilitazione in cinque città dove ci sono architetture particolarmente a rischio. Ma cè agitazione anche al ministero. Il direttore regionale dei Beni culturali del Molise, Gino Famiglietti, ha anche lui promosso un appello che sta raccogliendo molte adesioni. In esso si segnala il pericolo di «incontrollate dismissioni, alterazioni e modifiche incongruenti». E si denunciano anche la soppressione dellobbligo di dichiarare alle soprintendenze il trasferimento di un bene vincolato e lallentamento delle norme sulle autorizzazioni paesaggistiche.