Istantanee scattate ai primi del Novecento. Per rivedere un paese che non cè più, tra volti contadini e paesaggi d campagna la storia dellAbruzzo in 150 fotografie. Le immagini in bianco e nero, scattate dallarcheologo inglese Thomas Ashby tra il 1901 e il 1923, sono il cuore di una mostra itinerante presentata questa mattina alla British School at Rome. "Ashby e lAbruzzo", un racconto-percorso in grado di ri-mappare i luoghi che lo scienziato visitò nel primo Novecento, dall11 giugno e per un mese farà tappa al chiostro del convento di San Domenico dellAquila, poi, fino a dicembre, sarà in tour tra Pescara, Chieti Sulmona e Teramo. Le istantanee inedite scattate da Ashby durante i suoi otto viaggi nei remoti territori abruzzesi e aquilani raccontano la storia di una terra che non cè più, ma che attraverso la conoscenza del proprio passato può avere lo slancio per affrontare il futuro, a due anni dal terremoto 6 aprile 2009 che lha messa a dura prova. Larcheologo e topografico inglese, che fin da giovane capì il valore documentario della fotografia, ha percorso itinerari non convenzionali, concentrando la sua attenzione non solo sui siti archeologici ma anche sullelemento umano. I volti dei contadini segnati dal sole, i vestiti tradizionali indossati dagli abitanti durante le cerimonie religiose, ma anche scorci di un paesaggio ancora incontaminato, restituiscono allo spettatore un quadro suggestivo del "Paese reale" dellinizio del secolo scorso.