Dieci anni fa era zona pedonale per proteggere Palazzo Rucellai. Protesta al Mibac TEMPI DURI si preparano per via della Vigna Nuova. Il secondo, più intimo, ma non per questo meno frequentato e apprezzato «salotto della moda» fiorentino, è pronto a fare le barricate contro la nuova pedonalizzazione che, di fatto, farà diventare quei sei metri di carreggiata (con marciapiede ridottissimo o assente) una superstrada per bus. Attualmente la sola linea che ci passa è la numero 6, grazie alla pedonalizzazione di via Tornabuoni (ironia della sorte) ci passeranno almeno quattro linee Ataf, per un passaggio calcolato a braccia di almeno 456 bus al giorno. Più o meno uno ogni 125 secondi. In una strada che è meno della metà della pur preziosa via Tornabuoni. Non basta. A ricordare un particolare tutt'altro che irrilevante è il consigliere comunale Mario Tenerani (Pdl): «Una decina d'anni fa fu deciso che via della Vigna Nuova diventasse area pedonale, e lo testimonia un vecchio cartello all'angolo con via Tornabuoni, perchè erano già stati rilevati grossi problemi per Palazzo Rucellai e per l'omonima loggia che si trova nella piazzetta di fronte». Quali problemi? «Il palazzo, opera di Leon Battista Alberti, si stava letteralmente sbriciolando a causa delle eccessive vibrazioni causate dal passaggio di bus e auto. Allora fu deciso di pedonalizzare tutta la via, con l'unica concessione del passaggio dei mezzi di soccorso che, da lì, potevano facilmente uscire dal centro». Negli anni fu poi trovato un compromesso: il passaggio di una sola linea, la numero 6. «Ora chiosa Tenerani si pensa a una pedonalizzazione così importante perla città e non ci si rende conto che via della Vigna è ad alto rischio? Non sono contrario alla pedonalizzazione, anzi. Però prima di fare annunci roboanti sarebbe meglio studiare con maggiore attenzione i problemi». Tesi analoga quella sostenuta da il sindacato Confsal-Unsa Beni culturali, il cui segretario nazionale Learco Nencetti sostiene che il l'annunciato piano perla pedonalizzazione avrebbe effetti tali da provocare la violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Nencetti ha già inviato una lettera ai vertici del Mibac, per chiedere al ministro «l'immediato intervento» per «diffidare il sindaco Matteo Renzi», al quale il sindacato rimprovera un «uso e propaganda arbitrari dei beni culturali della città». Quali sono i rischi? Il «rispetto delle regole e la salvaguardia della tutela». A scatenare la la reazione di Nencetti è l'ipotesi che per il traffico deviato da via Tornabuoni possa essere utilizzato il tratto del lungarno Maria Luisa De' Medici e lungarno Archibusieri, un tratto della strada che corre a fianco dell'Arno passando a fianco del loggiato degli Uffizi e del Ponte Vecchio. «In quel tratto ricorda Nencetti sono già stati registrati problemi di staticità». La richiesta allora è per una ispezione ministeriale per verificare se vi sia stata «da mancata vigilanza degli organi sovraordinati al rispetto del Codice dei beni culturali, anche al fine di non generare facili promesse per impropri provvedimenti in deroga». I provvedimenti annunciati , si sostiene nella lettera al Mibac «deturpano l'integrità e danneggiano la prospettiva e la luce e ne alterano le condizioni di ambiente in contrasto con la prescrizione di tutela prevista dagli articoli 45, 134 e 136 del Codice dei beni culturali e del paesaggio».