L'assessore: «Sul Comunale vertenza con lo Stato. Se vuole chiuderlo, lo dica» Pignolo. Tranchant. Spesso categorico. Alberto Ronchi ha affrontato così, a mezzogiorno di ieri, alla presentazione degli spettacoli estivi dell'Arena del Sole, la sua prima uscita pubblica. Punteggiata, al di là della nettezza del tono, di una parola ragionamento', ragionare' che spiega anche come il neoassessore stia ancora iniziando a prendere possesso della difficile realtà culturale bolognese. «Questa ha esordito Ronchi esprimendo subito la sua filosofia è una città straordinariamente ricca di attività e di intelligenze. Non servono quindi cose nuove, ma una innovazione nel sistema dei rapporti tra l'amministrazione e i soggetti che producono cultura. Perché qui ecco la prima frecciata dell'ex assessore regionale c'è ancora un clima in cui Palazzo d'Accursio fa concorrenza ai soggetti in campo. Non va bene, l'assessore deve occuparsi di regia, non di direzione artistica». E subito sono arrivate le emergenze, a cominciare dal Comunale, «per il quale bisogna aprire una vertenza dura con lo Stato che taglia i finanziamenti al nostro teatro e li dirige verso Parma, dove si fa lo stesso prodotto». Da riorganizzare anche lo status della Cineteca, che va trasformata in Fondazione per potenziarne le politiche su scala regionale. «Con la Regione e con la possibilità di lavorare insieme a essa sottolinea Ronchi non ci sono problemi». E poi MAMbo: «Scimmiottare Ferrara Arte sarebbe fuori luogo. Il museo è un centro di cultura contemporanea preziosissimo. E voi sapete quanto mi appartenga l'idea di Bologna città del contemporaneo. Ma non esiste al mondo che chi ha un ruolo tecnico esprima in pubblico certe pesanti valutazioni sull'istituzione da cui, tra le altre cose, prende lo stipendio. Si viene in assessorato, si chiude la porta e se ne discute. Bisogna cambiar sistema». Chiaro il messaggio al direttore di MAMbo. «Detto questo», esclama Ronchi, «mai pensato neanche in sogno di allontanare Maraniello». Conclusione che resta ben chiara ma che non cancella il tono perentorio delle frasi precedenti. L'agenda di Ronchi è fitta in questi giorni. Oggi è in programma un incontro con il direttore di MAMbo, e l'assessore sta vedendo il personale della Sala Borsa, gli organizzatori di Biografilm Festival e e il sovrintendente del Comunale Ernani. «Non credo che tutto il male del teatro debba attribuirsi alla gestione di Tutino, vi sono regolamenti sulle fondazioni che non sono mai stati applicati e, ripeto, vi è il nodo dei finanziamenti statali dirottati su Parma. Se il governo vuole che il Comunale chiuda, lo dica ed esca dalla fondazione». Sacrosanto. Ma c'è una stagione da fare, subito. RONCHI non parteciperà oggi alla conferenza stampa del Duse, dove si dovrebbe apprendere qualche cosa sul futuro della sala di via Cartoleria. «Anche per i teatri di prosa spiega bisogna mettere un po' d'ordine, affrontando i problemi con un sistema condiviso, per far emergere Bologna per quel che vale e farla diventare un punto di riferimento nazionale» (che, volendo, è una riduzione di prospettiva rispetto al passato: non più Bologna europea o mondiale, come mai?). Dunque, «l'apertura sui teatri stabili in regione deve avvenire con un accordo di tutti, ma paritario. Non può essere che qualcuno assorba qualcun altro», Cioè, traducendo, che l'Ert si inghiotta l'Arena. Nel modello ronchiano di città contemporanea e di cultura diffusa c'entra naturalmente anche il rock, una passione del neoassessore. Che anche su questo dà una tirata d'orecchie, «perché Bologna è una sede storica di questo genere musicale, anche se c'è ancora qualcuno convinto che il rock non sia cultura». Prendiamo su e, per ora, portiamo a casa. Aspettando i fatti.
Bologna. Ronchi zittisce il direttore di MAMbo e lancia l'offensiva sui teatri
L'assessore Alberto Ronchi ha espresso le sue opinioni sulla cultura bolognese, affermando che la città è ricca di attività e intelligenze, ma che non servono nuove cose, ma una innovazione nel sistema dei rapporti tra l'amministrazione e i soggetti che producono cultura. Ha criticato il Comunale per il quale bisogna aprire una vertenza con lo Stato per il taglio dei finanziamenti al teatro. Ha anche parlato della Cineteca, che deve essere trasformata in Fondazione per potenziarne le politiche su scala regionale. Il neoassessore ha anche espresso la sua opposizione all'idea di chiudere il MAMbo, che considera un centro di cultura contemporanea preziosissimo.
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