Dopo l'allarme per un incendio provocato da una sigaretta Ispezionata la struttura all'Accademia da molto tempo malandata Sospesi. Hanno lavorato così per ore ieri i due alpinisti-restauratori, sospesi nel vuoto, sotto gli occhi incuriositi dei turisti. Scoprendo che le condizioni delle travi sono pessime Soldi. Mancano per poter ricostruite la struttura che attraversa il Canal Grande, provvisoria da 80 anni. Il restauro potrebbe essere affidato ai due alpinisti VENEZIA Appesi, con le loro cime, al ponte dell'Accademia come uomini ragno. Hanno lavorato per ore, così, due alpinisti-restauratori che il Comune di Venezia ha chiamato per valutare lo stato di salute della grande arcata sul Canal Grande. Scene spettacolari, con i due rocciatori che volteggiavano sotto al via vai dei turisti, e al di sopra di quello delle barche, a fronte di una situazione ben misera. Il grande ponte, infatti, è da tempo malconcio, ma l'amministrazione comunale non ha soldi: né per rifarlo in pietra come vorrebbe (spera, per questo, in un finanziatore privato), ma nemmeno per la costosa manutenzione del rivestimento ligneo. Ed ecco la scelta - dopo l'ennesimo principio d'incendio di lunedì scorso, causato da un banale mozzicone di sigaretta - di affidarsi a questi alpinisti-restauratori che hanno il merito anche di far risparmiare il costo del ponteggio. Per il momento i due hanno controllato tutta l'arcata, eliminando quello che trovavano di pericolante e pericoloso: sacchi e sacchi di pezzi di legno ormai compromesso. Alla fine, il ponte appariva un po' "spoglio", ma di certo meno pericoloso. Fortunatamente la struttura interna in metallo è ancora in buone condizioni, ma anche qui, negli spigoli, dove l'acqua si ferma, è stata trovata della ruggine che andrà eliminata. «Questa prima indagine ha confermato che il legno del ponte è estremamente degradato - ha commentato l'assessore ai lavori pubblici, Alessandro Maggioni - É per questo che basta poco, un mozzicone di sigaretta, per innescare la combustione. Ed è da qui che deriva la necessità di intervenire al più presto». Il Comune, però, potrà permettersi solo lavori di «somma urgenza». L'ipotesi è quella di stendere un po' di vernice ignifuga sul legno, nonché di rafforzare le saldature delle parti metalliche arrugginite... Forse non ci saranno i soldi nemmeno per rimettere il legno che è stato tolto ieri. Giorni tristi, insomma, per un ponte che è entrato nel cuore dei veneziani. Nato come provvisorio, nel 1932, ha subito più di un rattoppo. Il primo nel 1948 quando vennero realizzati i due grandi archi metallici con una campata di 48 metri. E poi nell'85, quando in seguito a un cedimento, venne completamente rifatto: con l'anima in metallo e il rivestimento in legno. Ed è stato proprio questo rivestimento che, negli ultimi anni, ha creato i maggiori problemi. Tant'é che ora il Comune vorrebbe rifare il ponte in pietra, o in un altro materiale durevole. É da tre anni che, per questo, cerca uno sponsor. Inutilmente.
Venezia, ponte dell'Accademia. Due alpinisti per il ponte
I due alpinisti-restauratori sono stati chiamati dal Comune di Venezia per valutare lo stato di salute della grande arcata sul Canal Grande. Hanno lavorato per ore, sospesi nel vuoto, e hanno trovato che le condizioni delle travi sono pessime. Mancano soldi per ricostruire la struttura, che è stata provvisoria da 80 anni. Il Comune ha deciso di affidare il restauro ai due alpinisti, che hanno eliminato sacchi e sacchi di pezzi di legno ormai compromesso. La struttura interna in metallo è ancora in buone condizioni, ma è stata trovata della ruggine che andrà eliminata.
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