Angelo Crespi, neopresidente del Centro internazionale, si presenta come manager dei beni culturali e chiede fiducia ai mantovani «Datemi tre anni e poi mi giudicherete. Tra le priorità i conti, le nuove luci, il giardino» Angelo Lorenzo Crespi è al lavoro a Palazzo Te. Il neo presidente del Centro internazionale di arte e cultura ha 42 anni (Busto Arsizio, 10 luglio 1968). «Chiedo di darmi fiducia, fra tre anni darete un giudizio. Tra l'altro, lo sapete che il presidente non prende nulla?» premette. Quali i primi impegni? «I conti. Mancano 200-250mila euro. Ma c'è anche uno sbilanciamento finanziario di circa 600mila. Serve una ripulitura, abbiamo fatture vecchie da pagare e crediti da riscuotere, anche dagli sponsor. Non tutti saranno facilmente esigibili. Invece alcuni creditori forse ci faranno uno sconto. Poi dobbiamo guardare avanti» Come? «Allargare la platea dei soci. Ho visto un'interrogazione di Zaniboni che parla 'di un certo Crespi'. Non lo conosco, ma mi auguro di incontrarlo. Parla di soci persi per strada, cita Electa - per altro sostituita da Skira - e Sogefi, ma se n'erano andati già prima della Celeste Galeria, 12 anni fa. Di recente invece sono entrati nuovi soci e mi sto muovendo per farne arrivare altri. Anzitutto inviteremo tutte le istituzioni mantovane, da Confindustria a Confcommercio..., e gli imprenditori grandi e piccoli, 20-30-50. E poi un'associazione di amici, che potremmo chiamare Le Salamandre». Già, meglio non fare confusione, visto che l'Associazione degli amici di Palazzo Te c'è già. Peccato non gli abbiano presentato Italo Scaietta, uno degli uomini di punta per l'arte nell'amministrazione Sodano. Noi, per educazione, evitiamo di farlo notare. Si sa che non è facile entrare in una città di provincia, che si dà tante arie per il suo passato. «E poi bisogna riallacciare i rapporti con Eni, Enel e i grandi sponsor. Vorrei sistemare i conti entro l'anno». Cosa altro ha in agenda? «Il mio compito è la gestione, la valorizzazione del Palazzo, la comunicazione, l'accoglimento dei visitatori, che vuol dire anche didattica. So che già si fanno iniziative per i bambini. Sono importanti, ma Palazzo Te deve essere un punto di richiamo non solo per Mantova e province vicine. I tedeschi che vanno sul lago di Garda non possono non venire a Mantova. Qui il flusso di turisti è sui 500mila contro 12 milioni a Verona. Eppure a Mantova ci sono capolavori unici. Sarebbe bello operare in tandem con il Palazzo Ducale». Valorizzazione del Palazzo, cosa intende? «L'illuminazione anzitutto. La Sala dei Giganti con il manichino della Callas...» Beh, è una mostra temporanea legata all'evento del Rigoletto in diretta tv, non era mai successo prima. «Era un esempio, comunque chi paga 8 euro e non si gode la Sala dei Giganti, perché è buia non è contento. Bisogna fare un lavoro tipo quello per la Cappella degli Scrovegni a Padova. Una digitalizzazione completa, un sito web che la faccia cono- scere in tutto il mondo, con i turisti che prenotano la visita dall'Inghilterra o dal Giappone. E prima di entrare, il visitatore deve prepararsi. Oggi ci sono audioguide ben diverse da quelle del passato, si possono preparare contenuti da scaricare negli smartphone, così il visitatore se li può rivedere a casa. Tra Camera degli Sposi del Mantegna e Sala dei Giganti di Giulio Romano, Mantova è una calamita. Nel prossimo comitato scientifico il 26-27 giugno lo scenografo premio Oscar, Dante Ferretti, potrebbe già portare la sua proposta. Mentre l'architetto Pejrone rifarà i giardini di Palazzo Te che torneranno meravigliosi e non più solo un prato. Dovremmo iniziare in settembre per aver la fioritura in primavera. Il bar, il bookshop hanno le convenzioni scadute; è l'occasione per farne uno spazio affidato a grandi designer, non una cosa alla buona. Al Maga di Gallarate di cui sono presidente da tre anni, il bar è stato rifatto da Marti Guixè. Prima era un piccolo museo di arte contemporanea, adesso è uno spazio di 5mila metri, con 70mila visitatori, 20mila bambini per la didattica, servizio di bike-sharing. Con un'accoglienza friendly, il visitatore ha voglia di tornare». Attualmente Palazzo Te richiama sui 145mi1a visitatori all'anno, quando non ci sono mostre straordinarie come fu la Celeste Galeria. Quanti pensa ne dovrebbero arrivare? «Credo possano aumentare, un 10-20 in più di biglietti. Ma penso anche alle serate, i ricavi sono fermi a 15mila euro. Invece, nel rispetto dello stile, che non può abbassarsi, ci possono essere incontri d'arte, letteratura». Però Mantova ha molti luoghi speciali. Il Comune stesso è proprietario anche del Teatro Bibiena. Palazzo Te ha una certa concorrenza... E i matrimoni nella Sala dei Cavalli, verranno mantenuti? «Non lo sapevo. Le cerimonie sì, certo non il catering». Lei punta molto sulla comunicazione, sui turisti stranieri. Come si fa? «Bisogna lavorare con i tour operator mondiali, ma bisogna cominciare due anni prima, oggi in vista della grande mostra su Giulio Romano del 2013». Quali altre mostre si faranno? «Quella di Virgilio, nell'ambito del programma comunale. Creeremo poi una grande mostra sulla e con Ferrari: l'idea della velocità dall'antichità e nella pittura. Palazzo Te, inoltre, ospiterà una parte della Biennale di Venezia per la Lombardia, dunque arte contemporanea». Lei a Mantova non è conosciuto. Si sa che è stato consulente del ministro dei Beni culturali Bondi per tre anni - non però nello staff del nuovo ministro Galan - che è amico di Alain Elkann e di Vittorio Sgarbi. Ma quali sono le sue competenze? Crespi si schernisce, ma accanto a lui Cinzia Chiari, esperta d'arte romana, lo sollecita. E così va avanti. «Diciamo che sono un manager riconosciuto nella gestione dei beni culturali. Oltre al Gama, sono nel consiglio della Triennale di Milano. Con Elkann, per il ministero, grazie all'innovazione di Mario Resca, direttore per la valorizzazione dei beni culturali, ho girato il mondo a visitare i musei. A Brera, per fare un esempio, i custodi sindacalizzati non avevano più nemmeno la divisa, al Moma di New York indossano una Lacost con il logo del museo e i visitatori se la comprano per ricordo. Sarebbe bello che diventasse un cult anche la t-shirt con la scritta Palazzo Te Mantova.
Mantova. Palazzo Te, web e per il bar un designer
Il neo presidente del Centro internazionale di arte e cultura di Mantova, Angelo Lorenzo Crespi, ha presentato la sua candidatura per il ruolo. Crespi, 42 anni, è un manager dei beni culturali con una lunga esperienza. Ha già lavorato con il ministro dei Beni culturali Bondi e ha partecipato alla creazione del Gama, un progetto di valorizzazione dei beni culturali. Crespi ha promesso di lavorare per valorizzare il Palazzo Te, che attualmente richiama solo 145mila visitatori all'anno. Ha proposto di aumentare il flusso di turisti con mostre temporanee e serate d'arte, e di migliorare la comunicazione con i tour operator mondiali.
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