La terza Conferenza Regionale dei Musei lombardi, tenutasi ieri al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano, ha sancito il positivo bilancio registrato anche in campo museale dalla politica culturale sviluppata negli ultimi anni dalla Regione. L'Assessorato alle Culture Identità e Autonomie, guidato a partire dal 2000 dal prof. Ettore Albertoni ha promosso una rete regionale di musei che a tutt'oggi conta ben 330 entità. Si tratta di un patrimonio che è espressione delle più varie vocazioni del territorio e alla quale la Regione, al sensi della Legge Regionale n. 1 del 1999 offre tutto il supporto possibile normativo e (a seconda dei casi) finanziario ma senza imporre una sua gestione diretta, nel rispetto delle autonomie locali. Così possono nascere e svilupparsi in ogni angolo della Lombardia esposizioni d'arte come di storia dello sport. In tal modo sono potute fiorire iniziative come il Museo del Ghisallo o quello della Mille Miglia a Brescia. E' ovvio che, nel quadro di questa politica diventa molto importante per le autorità regionali poter attuare tutte le procedure connesse al riconoscimento di musei e collezioni. Diverrebbe altrimenti impossibile poter fare una cernita tra le innumerevoli proposte che giungono dai contesti locali, proposte che se da un lato costituiscono sempre un positivo segnale di vitalità culturale diffusa sul territorio, dall'altro necessitano di essere vagliate da una rigorosa griglia che eviti eventuali sprechi atomizzati magari in migliaia di micro-musei che raccolgano in un paio di stanze polverose un paio di aratri e quattro vasetti La conferenza ha visto la partecipazione di numerose personalità del settore, nonché, ovviamente, del maggior promotore di questa politica, cioè l'assessore regionale Albertoni. L'assessore ha ribadito la centralità del concetto, ricordandone i fondamenti normativi. «Alla base delle attuali procedure - ha specificato Albertoni - possiamo individuare, fra le altre cose, il Decreto Ministeriale del 10 maggio 2001, riguardante i criteri tecnico-scientifici e gli standard di funzionamento dei musei. La Regione Lombardia, dal canto suo, aveva già nel 2000 individuato le linee guida sui profili professionali degli operatori del settore, deliberando infine il 20 dicembre 2002 i Criteri e le linee-guida per il riconoscimento dei Musei e delle Raccolte museali in Lombardia". Albertoni ha poi proseguito delineando il quadro generale della situazione e inserendolo efficacemente nelle linee programmatiche del suo assessorato: «Un risultato strepitoso che testimonia come la Regione abbia tenuto fede ai suoi molteplici impegni. Nel 2000, quando iniziai a dirigere l'assessorato alle Culture, avviai la pratica dei cantieri d'ascolto, percorrendo tutte le provincie lombarde e accogliendo, laddove opportuno, le proposte dl enti locali e privati. In tal modo si è creata una rete museale lombarda che si propone come una delle principali a livello europeo. Inoltre tengo a rimarcare la stretta correlazione col turismo e, in generale, con lo sviluppo economico. Non è un caso che la Regione Lombardia abbia riconosciuto la cultura fattore di sviluppo non solo morale, ma anche socio-economico. Perchè la cultura, e nello specifico il settore museale, non è certo un'oasi avulsa dal mondo, ma un fattore sociale intrecciatissimo col contesto circostante». Quanto esposto da Albertonì è stato approfondito, soprattutto in materia di dati numerici, da Alberto Garlandini, dirigente dei Musei e Sistemi mussali della Regione Lombardia. La relazione di Garlandini ha sottolineato come nell'ultimo biennio il riconoscimento regionale dei musei si sia snodato attraverso una febbrile attività che ha contemplato 20 assemblee provinciali, 11 riunioni del gruppo di lavoro incaricato e ben 80 fra sopralluoghi e incontri. Il metodo che ha portato al riconoscimento di 117 istituti non si è basato affatto sulle caratteristiche più appariscenti delle collezioni, cioè ad esempio l'estensione delle raccolte o magari la semplice. Si è altresì badato a porre il rapporto col pubblico al centro dell'attenzione, valutando positivamente soprattutto quei musei che offrivano i migliori servizi in termini di orari di apertura, di professionalità del personale e, non ultimo, soddisfacimento delle norme di sicurezza. Unitamente a Garlandini, Pietro Pietraroia, direttore generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, ha ricordato che comunque i musei esclusi dal riconoscimento potranno sempre ripresentarsi per le prossime sessioni, la più vicina delle quali individuata per il 2006. E' notevole che dallo Stato sia venuto un importante riconoscimento all'attivismo culturale della Regione Lombardia. Così si è infatti espressa Adele Maresca Compagna, dell'Ufficio Studi del Ministero per i Beni e Attività culturali: «La Regione Lombardia è riuscita a coinvolgere in questa opera di riconoscimento un alto numero di musei in un tempo relativamente breve. Ancora una volta la Regione si dimostra un modello perle altre realtà del Paese, tanto più che un grande risultato di tutto ciò può essere visto nell'aver innescato un costruttivo processo di critica e riflessione». L'altro grande merito della Regione, quello relativo alla propensione al lavoro d'equipe con gli enti locali, è stato invece plaudito da Maurizio Margutti, dirigente del Beni Culturali della Provincia dl Lodi, che ha rimarcato: «Oggi le provincie hanno acquisito un'importanza che trent'anni fa era inimmaginabile. Basti pensare, ad esempio, che nella legge regionale in materia museale n. 39 del 1974 le provincie non erano nemmeno nominate». Ancora una volta, dunque, cultura e musei si confermano campi cruciali di sperimentazione metodologica, a dimostrare la validità del federalismo e delle autonomie locali.
Regione e musei, una sinergia positiva
La terza Conferenza Regionale dei Musei lombardi si è tenuta al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano. L'Assessorato alle Culture Identità e Autonomie della Regione Lombardia ha promosso una rete regionale di musei che conta 330 entità. La Regione ha offerto supporto normativo e finanziario senza imporre una gestione diretta. La conferenza ha visto la partecipazione di personalità del settore e dell'assessore regionale Albertoni. L'assessore ha ribadito la centralità del concetto di museo e ha ricordato i fondamenti normativi. La Regione ha individuato le linee guida per il riconoscimento dei musei e delle raccolte museali.
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