I medici si sono prodigati ma non avevano mai sciolto la prognosi. E Oscar Antonio Mendoza, il turista americano aggredito per un Rolex giorni fa, non ce l'ha fatta. Una vicenda drammatica e, per la nostra città una volta celebrata per l'innata cultura dell'accoglienza, veramente mortificante, dagli effetti devastanti perla stessa vita di una Napoli sofferente e perle prospettive di quella che si vorrebbe che fosse - ma non è - la sua crescita economica. Le conseguenze non hanno tardato farsi sentire. La Royal Caribbean e le società del gruppo Celebrity Cruise e Pullmantour si sono affrettate a cancellare Napoli dalle loro crociere. Il che significa molti turisti e molta valuta pregiata in meno. Non v'è dubbio che in questi anni si è determinata come una saldatura di due patologie apparentemente diverse ma anche, in vario modo, collegate e in ogni caso convergenti nel produrre danni: si tratta della storia dei rifiuti e, dall'altra parte, di quella che viene definita microcriminalità diffusa. In entrambi i casi i colpi inferti al turismo, cioè a quella che potrebbe essere una delle poche risorse della città, sono stati micidiali. Sui rifiuti si è detto molto ed è intuitivo il fatto che una vicenda del genere dovesse avere, come ha avuto, un impatto negativo in termini di appeal all'estero. Quanto alla criminalità diffusa non c'è che l'imbarazzo della scelta. Sembra emblematico il fatto che il nuovo anno, parliamo dei primi del gennaio scorso, si sia aperto proprio all'insegna della violenza al punto da indurre a parlare di "Far West in città": per intenderci, un agguato tra la folla a mezzogiorno a piazza Mancini nei pressi della stazione centrale. In piena coerenza con tali premesse siamo andati avanti di settimana in settimana anche, bisogna dire, con una certa varietà di iniziative che vanno dalla baby gang che impone il pizzo sulle giostrine di piazza Cavour ai dissuasori divelti, 24 ore dopo essere stati installati, in quella che qualcuno si ostina a definire la Napoli "bene". In queste condizioni il risultato finale è stato il coprifuoco: quello dichiarato dai commercianti dei Decumani i quali, preso atto del trend (tre denunce al giorno pari a quasi cento denunce al mese per scippi e rapine a mano armata), un paio di mesi fa hanno deciso di anticipare l'orario di chiusura alle 19 in via San Biagio dei Librai (dove operano circa 97 esercizi tra cui 40 orefici) e un'ora dopo nelle vicinanze di San Domenico Maggiore. Si può facilmente concludere che rifiuti e microcriminalità sono, al di là di ogni altro aspetto, due autentici fattori di povertà della nostra città. E bisogna riconoscere che gli operatori del turismo, che conoscono bene certe dinamiche, sono stati tra i primi a segnalarne le conseguenze che, grazie al meccanismo delle prenotazioni, sono in grado di prevedere con grande anticipo. Una conferma è venuta a marzo dai dati Mibac: l'effetto rifiuti aveva comportato duecentomila presenze in meno nei musei. Il che significa non solo che il boom del 2003 è definitivamente cancellato ma anche che, dopo l'anno nero del 2008, anche nel 2010 Napoli aveva perso 31 mila visitatori con un trend calante sia per il Museo nazionale che per quello di Capodimonte. Da ciò i preveggenti allarmi di albergatori e ristoratori perla Pasqua che era imminente. Dopo di che, si è esplicitamente parlato di criminalità e immondizia come di una "miscela esplosiva". E difatti a Pasqua Federalberghi e le altre associazioni che gravitano intorno al turismo hanno informato di un 10 di presenze in meno con un effetto indotto in tutta la regione visto che in cento alberghi della Campania risulta sia stata attivata la cassa integrazione mentre due hotel di Napoli risulterebbero aver chiuso. Conclusione. Pochi sanno che, paradossale ma vero, la nostra città conta più chiese della stessa Roma. Il che significa che essa dispone di un patrimonio artistico di livello altissimo ed impensato. È proprio questa la ragione per cui al turismo si può guardare come ad un potenziale volano di sviluppo. Ed è la ragione per cui ogni colpo inferto a questo, che non è un "comparto" come si suole dire ma una grande fonte di possibile e legittima ricchezza, è un colpo inferto alla stessa Napoli.