FIRENZE. Il piano per la pedonalizzazione di una importante ulteriore porzione del centro storico di Firenze avrebbe effetti tali da provocare «la violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio». A sostenerlo è il sindacato Confsal-Unsa Beni culturali, il cui segretario nazionale Learco Nencetti ha chiesto, con una lettera ai vertici del Mibac, «l'immediato intervento» del ministero per «diffidare il sindaco Matteo Renzi», al quale il sindacato rimprovera un «uso e propaganda arbitrari dei beni culturali della città» mentre sarebbero a rischio il «rispetto delle regole a la salvaguardia della tutela». A suscitare la reazione di Nencetti è l'ipotesi che il traffico deviato per evitare la nuova zona pedonale porti ad utilizzare il tratto del lungarno Maria Luisa De' Medici e lungarno Archibusieri: un tratto della strada che corre a fianco dell'Arno passando a fianco del loggiato degli Uffizi e del Ponte Vecchio prospiciente un belvedere che si affaccia sul fiume e dal quale si gode il panorama dell'Oltrarno: un tratto nel quale, ricorda Nencetti, si erano verificati anche problemi d: staticità. Da qui la richiesta anche di una ispezione ministeriale per verificare se vi sia stata «la mancata vigilanza degli organi sovraordinati al rispetto del Codice dei beni culturali, anche al fine di non generare facili promesse per impropri provvedimenti in deroga». I provvedimenti annunciati, si sostiene nel documento, «deturpano l'integrità e danneggiano la prospettiva e la luce e ne alterano le condizioni di ambiente in contrasto con la prescrizione di tutela prevista dagli articoli 45, 134 e 136 del Codice dei beni culturali e del paesaggio» . Nel mondo delle soprintendenze fiorentine la questione della pedonalizzazione non viene vista con grande favore. La direttrice regionale per i beni culturali, Maddalena Ragni, ha rivelato ieri al nostro giornale di non essere stata assolutamente messa al corrente né dal sindaco né da chiunque altro di Palazzo Vecchio, su ciò che Renzi stava per annunciare e varare per via Tornabuoni e per un'ampia fetta dell'Oltramo. «I problemi legati alla pedonalizzazione? Tutto quel che so, l'ho letto dai giornali. Non sono stata minimamente contattata preventivamente», ha detto, non senza polemica. La soprintendente per il Polo Museale fiorentino, Cristina Acidini era a conoscenza della mossa che stava per compiere Renzi; allora ha scritto al primo cittadino mettendolo al corrente dei problemi che avrebbe causato la sua decisione. Per quanto se ne sa, Renzi è andato avanti dritto per la sua strada. E come se non bastasse, con tutta probabilità Renzi non si è assolutamente premurato di avvertire la Soprintendenza per i beni architettonici di Firenze, che ha sede proprio a Palazzo Pitti. Un funzionario, infatti, ha rivelato: «Abbiamo appreso tutto dai giornali». Il parere della soprintendenza retta dalla dottoressa Alessandra Marino è di particolare importanza perché l'inversione del senso di marcia in alcune vie, con la liberazione dal traffico di alcune aree e l'inevitabile aumento in altre, pare possa scontrarsi con l'esistenza di alcuni «vincoli ambientali» (legati a edifici di particolare delicatezza), il cui mancato rispetto dà origine a dei reati penali.