Gli ambientalisti si costituiranno in giudizio: "No al centro polifunzionale nell'eremo" Fabriano. La magistratura deve indagare, mentre la Regione provveda al più presto a modificare il progetto. E' l'accorato appello lanciato dalle associazioni ambientaliste che si erano già rivolte al ministero contro quell'intervento di recupero l'eremo. Italia Nostra, il Coordinamento per il paesaggio delle Marche, Wwf, Legambiente e altre associazioni ambientaliste si costituiranno in giudizio nei confronti della Lancia srl di Pergola, la ditta appaltatrice del recupero del complesso dell'eremo di Val di Sasso di Valleremita Nel frattempo chiedono al presidente della Regione di modificare "radicalmente il progetto, a favore di un vero restauro conservativo, nel rispetto dell'ambiente naturale in cui l'eremo è incastonato". Il ministero dell'Ambiente aveva chiesto chiarimenti alla Regione sull'assenza della valutazione di incidenza dell'intervento. La ditta aggiudicataria aveva però avviato il cantiere, senza autorizzazione e senza progetto esecutivo, tanto da provocare l'intervento della magistratura, che ha disposto il sequestro del cantiere per violazioni urbanistico paesaggistiche, danneggiamento del patrimonio storico e deturpamento di bellezze naturali. Per le associazioni ambientaliste, la Regione deve rescindere il contratto con la Lancia srl, mentre il ministero dei Beni culturali dovrebbe "bocciare definitivamente ogni ipotesi di trasformazione dell'eremo in centro polifunzionale attrezzato". Non solo, la richiesta alla magistratura ordinaria è di "valutare tutte le responsabilità di chi era tenuto a livello amministrativo territoriale ad esercitare il controllo sui cantieri edilizi", mentre la Corte dei Conti dovrebbe "verificare le responsabilità per il danno economico apportato al patrimonio storico e ambientale tutelato".
Fabriano, eremo di Val di Sasso. Cantiere sequestrato, il progetto nel mirino
Gli ambientalisti si sono costituiti in giudizio contro la Lancia srl, ditta appaltatrice del recupero dell'eremo di Val di Sasso di Valleremita, per le violazioni urbanistico paesaggistiche e per il danno al patrimonio storico e ambientale. La Regione è stata invitata a modificare il progetto e a rescindere il contratto con la Lancia srl. Il ministero dell'Ambiente ha richiesto chiarimenti sulla valutazione di incidenza dell'intervento, ma la ditta ha avviato il cantiere senza autorizzazione e senza progetto esecutivo.
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