Fano Le attuali difficoltà economiche dell'Amministrazione comunale non giustificano, a parere del segretario del Partito democratico Cristian Fanesi, le scelte effettuate dal sindaco per il teatro romano. La politica, tantomeno gli interessi culturali della città, non possono essere asserviti agli obiettivi economici di alcuni privati. Effettuare un investimento nella sistemazione dell'area archeologica e nella sua valorizzazione è possibile, basta effettuare una giusta programmazione delle risorse disponibili. "La giunta di sinistra ha ricordato Fanesi è riuscita in un colpo solo a trovare le risorse finanziarie per restaurare l'arco di Augusto, le mura romane, la rocca malatestiana, il bastione Sangallo e la torre di Sant'Elena; e non è che all'epoca non esistessero altre esigenze. La giunta fece le sue scelte e riuscì ad effettuare un intervento i cui benefici si protraggono nel tempo, ben al di là della durata di una tornata amministrativa. Le mura romane si stavano degradando irrimediabilmente sotto l'azione disgregatrice degli eventi atmosferici, il bastione Sangallo era diventato un covo di erbacce ed è veramente un peccato che l'attuale giunta non sia riuscita ad attribuire una propria funzione a questo manufatto che di per sé, insieme alla darsena Borghese, costituisce una delle più eminenti testimonianze del dominio pontificio sulla città. Anche la rocca malatestiana è sottoutilizzata e rimane pressoché sconosciuta agli itinerari turistici della città". Fanesi ha risposto anche all'ovvia obiezione che ai tempi della giunta di sinistra non esisteva il patto di stabilità che oggi, invece, limita assai gli investimenti. "Ogni periodo ha evidenziato incontra le sue difficoltà. Ma non si riesce a capire come mai se Fano è bloccata nel realizzare opere pubbliche, il Comune di Pesaro che si confronta con gli stessi vincoli, riesce ugualmente a raggiungere i suoi obiettivi: la realizzazione della pista ciclabile lungo il Foglia ne è un esempio. La salvaguardia del teatro romano, non può che costituire una priorità: lo esige la Fano di oggi e quella di domani". Resta poi il richiamo all'uso dei fondi europei destinati all'Italia, l'avvocato Bracci ha recentemente ricordato che 1,8 miliardi di euro hanno rischiato di tornare in Europa per mancanza di progetti.