«BISOGNA abituarsi all'idea che non si può avere sempre l'auto sotto il sedere anche per fare 500 metri: almeno non in una zona ad alto pregio artistico come piazza Pitti o via Tornabuoni. Siamo nati comodi ma non siamo sirene, abbiamo le gambe. E diciamocelo: il centro di Firenze si attraversa in 20 minuti a piedi». La fase due della pedonalizzazione che scatta il 24 giugno è destinata a cambiare il volto della città e a sconvolgere le abitudini dei fiorentini. Renzi è disposto a difenderla con le unghie e con i denti. Lei sta per abbandonare il trono di sindaco più amato d'Italia. Pronto? «Il rischio c'è. Magari l'anno prossimo mi ritrovo con 20 punti in meno nella classifica dei sindaci. Ma non ho paura e anzi sono tranquillo per quello che succederà dal 25 giugno. Lo faccio in nome della vivibilità, non della visibilità. E' evidente che ai fiorentini chiedo una svolta culturale, un cambio di abitudine, ferme restando le attenzioni alle esigenze dei disabili. Ma il mio punto d'arrivo è anche un altro: fare di Firenze la città della sostenibilità. Ho firmato il patto dei sindaci sull'ambiente: l'obiettivo è arrivare al 2020 con la riduzione delle emissioni di Co2 del 20. Per farlo occorre dare dei segnali concreti: pedonalizzare riducendo lo smog; briglie in Arno per recuperare energia elettrica; case popolari in legno come quelle in viale Giannotti. Chi dice che pedonalizzo per i turisti non ha capito nulla, prima di tutto perché dove stanno bene i turisti stanno bene anche i cittadini. Questa è un'operazione studiata a tavolino e pensata per i fiorentini che oggi in centro non vengono più: né a vivere né a passeggiare. Ero molto più preoccupato per il Duomo. Qualche disagio c'è stato: ma ora coi nuovi semafori sui viali la mobilità funziona bene. E con buona pace della Cgil, l'Ataf ha venduto 4,5 milioni di biglietti in più nel 2010». Il Duomo però è un deserto e di notte è buio. «Contesto l'idea che la pedonalizzazione abbia portato meno vita al Duomo. Oggi ci vanno padri e bambini in bici, prima era una tristezza. Dobbiamo illuminarla, vero: ma si è impegnata a farlo la Camera di Commercio che ci mette un tempo folle. Ripuliremo il Battistero d'accordo col vescovo». L'Oltrarno ha paura della pedonalizzazione: le imprese temono di essere cacciate via, i residenti di non poter entrare. «Ho mille paure ma non queste. E per dare un segnale anche personale prenderò casa in centro entro l'anno prossimo con la mia famiglia. Il centro non è invivibile: è vero che c'è molto da fare. Non mi darò pace finchè in via Tornabuoni non riaprirà una libreria com'è era un tempo con la Seeber. Abbiamo bisogno di riaprire il teatro Niccolini, di far vivere il Bigallo con un corner di informazioni turistiche aperto fino a mezzanotte. Ma rinunciando al quotidiano gran premio di via Tornabuoni e alle auto in piazza Pitti non capisco chi si penalizzi: l'accesso per i residenti è garantito lo stesso». Vuol farci credere che non c'è alcun problema? Ma via. «Un dramma vero c'è e si chiama parcheggio. Il problema non è mica l'accesso al centro: pedonalizzando Pitti e Tornabuoni noi ridurremo del 20-25 il transito e aumenteremo le bici dotando Pitti di 200 posti in rastrelliera. Il problema a cui so di non poter dare risposta immediata è il parcheggio. O si entra nella logica per cui la Soprintendenza ci fa fare i parcheggi sotterraneio non si va da nessuna parte. Abbiamo un piano per 2.000 posti auto interrati: 300 sotto piazza Brunelleschi, 600 sotto Indipendenza, 140 sotto il lungarno della Zecca, 600 sotto piazza Vittorio Veneto, 300 sotto il Carmine, 450 sotto piazza Tasso, 100 sotto piazza Ciompi, 100 sotto piazza Unità, 100 sotto via dei Bardi. Da qui a fine legislatura vorrei costruire parcheggi interrati in centro, soprattutto per residenti, con mille posti complessivi. Con la certezza dei permessi si fa alla svelta, per un parcheggio ci vogliono 18 mesi di lavori». Bello. E i soldi? «Faremo gare pubbliche. Firenze Parcheggi oggi stacca utili non più deficit e può partecipare. Il Comune deve garantire la fattibilità urbanistica delle opere. Ma la Soprintendenza deve darci i permessi. Solo risolvendo il tema della sosta riportiamoi fiorentinia vivere in centro. Il mio obiettivo è presentare i progetti di 5 parcheggi interrati già entro l'estate.E al rettore Tesi ho chiesto la disponibilità del parcheggio all'interno della struttura universitaria di via del Parione, un cortile nostro che può ospitare 4500 motorini. L'idea è che paghino 50 centesimi al giorno». E i viali? Sicuro che reggeranno allo stress ? «Abbiamo fatto i calcoli, ce la possiamo fare. In questi mesi la circolazione sui viali è migliorata tantissimo grazie alla nuova centrale semaforica, un sistema che utilizziamo ancora solo al 30 della sua potenzialità. Ma in prospettiva è chiaro che ci si deve abituare a lasciare a casa la macchina». Ma come ci si arriva in centro? Il percorso dei bussiniè un rompicapo. E in più sono onerosi per l'azienda. «I bussini funzionano. I percorsi sono studiati bene. Il problema è che sono pochi, bisognerebbe aumentare la frequenza ma con le risorse così scarse non è facile. E' vero che i tagli li ha fatti il governo ma la Regione ha penalizzato il sistema dei trasporti fiorentini: sono stati tagliati più fondi all'Ataf che ad aziende meno virtuose». L'Ataf, il cui presidente al mattino prima prende il caffè e poi querela qualcuno. E' in vendita, no? «Vorrei rasserenare i lavoratori che temono di essere licenziati: con la nuova proprietà, chiunque sia, sicuramente non lavoreranno meno. Semmai può essere che lavoreranno di più, e di quello spero siano contenti». Sarete obbligati a venderla per intero. «Verificheremo dopo il 15 giugno». E la tramvia? Sono due anni che è sindaco e ancora non sono partiti i lavori delle linee 2 e 3. «Il soggetto privato ci ha presentatoi progetti esecutivi solo ad aprile 2011. Le verità è che la linea 2 non è partita per le responsabilità del Consorzio Etruria che è nel pool dei costruttori». Sostengono che voi gli chiedete di lavorare di più e perciò chiedono 16 milioni in più. «Diversivi molto divertenti. Dalle cooperative rosse toscane mi aspetto una predica laica in meno e un lavoro in più. E Legacoop pensi ai suoi associati invece di farci la morale. Sulla linea 2 hanno tutto, possono partire. Sulla 3 abbiamo messo dei paletti. Ma non mi si dica che io non credo nella tramvia, ci credo da morire tanto che voglio fare anche la linea 4. Gli appalti si vincono per fare i lavori». Renzi, dal primo turno delle amministrative Bersani esce rafforzato: il suo orizzonte temporale fiorentino sembra allungarsi. «Il mio orizzonte era e resta Firenze. Io non faccio la corsa contro Bersani. Se dovessi dare un giudizio politico su come sono andate le elezioni, direi che la linea di chi in questi mesi ha detto "primarie sempre" e "niente accordi col terzo polo" esce rafforzata. E questo dentro il Pd l'hanno detto solo i rottamatori, che così hanno fatto un passo avanti. Sono contento che si sia vinto ma si vince se si fanno le primarie, sennò finisce come a Napoli. Sono più convinto di prima che l'idea della rottamazione sia vincente. A Milano Pisapia non è un senatore lì da 30 anni. Le elezioni non le vince il gruppo dirigente romano: le vincono i candidati che sul territorio hanno avuto l'intelligenza di mettersi in gioco. Fassino compreso». (ha collaborato Ernesto Ferrara)