Parrocchiani preoccupati per il degrado della piazza, frequentata da famiglie con bambini PISA. Rischiano di crollare parti della facciata della chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. Diversi parrocchiani hanno segnalato il degrado nella piazza, dove trovano riparo, tra le impalcature di un cantiere, barboni e drogati. Un nostro sopralluogo ha rivelato una situazione ben peggiore, sottolineata da un volantino che veniva distribuito all'uscita della messa, con su scritto «Dopo Pompei e Gela, piazza San Paolo a Ripa d'Arno». Degrado del verde e degli arredi urbani. La piazza è un polmone verde della città, in cui famiglie con bambini vorrebbero trascorrere giornate tranquille. Ma a guastare l'idillio c'è il degrado che in anni si è accumulato. I lampioni sono fatiscenti ed illuminano pochissimo, le panchine e le fioriere sono di cemento sgretolato, frammenti di bottiglie di birra e alcol sono un pericolo costante per i bambini quanto le sirignhe dei tossici. «Abbiamo gettato via due siringhe che erano proprio sotto le finestre della sacrestia - dice una parrocchiana e nel prato abbiamo trovato di tutto, anche pietroni del vicino cortile di cemento ed un cordolo di pietra di un marciapiede. Il cortile vicino alla chiesa ha inoltre le fioriere vuote e tutte sgretolate». A dare un aspetto ancora più degradato alla zona ci sono i cartelli di plastica che segnalano interventi di disinfestazione di tipo biologico, tutti distrutti. Nella piazza, poco più piccola di quella di Santa Caterina, si sono contati solo due cestini e quattro panchinette tutte imbrattate. E sono in molti a chiedere che lì venga fatto un parco-giochi per bambini. Il pericolo di crollo. La chiesa di San Paolo, uno dei monumenti più belli della città, è circondata interamente da una rete metallica di sicurezza per tenere distanti i passanti dai cornicioni e dal tetto, che ha tegole vecchie di 90 anni. Le pareti laterali inoltre sono solcate da profonde crepe. L'entrata principale della chiesa è ingombra delle stesse reti metalliche e proprio lì ci vanno a dormire i barboni. Il fetore di urina ed escrementi è insopportabile. Quelle reti di sicurezza che deturpano totalmente la chiesa staranno lì per anni, visto che, per mettere tutto in sicurezza, ci vorranno almeno due milioni di euro che la parrocchia non ha. La recinzione di sicurezza infatti fa «brutta mostra» di sé già da sei mesi, dopo l'emanazione di un'ordinanza del Comune. Il volantino, redatto dall'unità pastorale del quartiere di Sant'Antonio, è stato distribuito in chiesa ed annuncia una raccolta di fondi per domani e domenica, ma forse si dovrà muovere, parallelamente, anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, anche perché 350 famiglie parrocchiane non ce la faranno chiaramente a raggiungere la quota necessaria.