Valorizzare i beni culturali ecclesiastici. Bello e facile, a parole. Ma nei fatti? Ecco perché merita risalto l'incontro di studio e confronto proposto a Venezia dall'Associazione Cardinal Ferrari con il «Gruppo per la promozione e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici». L'incontro - che si apre stamani alle 9,30 al Salone dei Beni Culturali, nella sede di Venezia Fiere - s'intitola, per esteso, «Comunicare, valorizzare e gestire i beni culturali ecclesiastici. Esperienze a confronto». Animeranno il dibattito - coordinati daFrancesco Coccopalmerio, vescovo ausiliare di Milano; il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola; il segretario della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, monsignor Carlo Chenis; il presidente del Comitato Cei per la véuutazione dei progetti di valorizzazione dei Beni culturali ecclesiastici, monsignor Mansueto Bianchi; U direttore dell'Ufficio Nazionale Cei per i Beni culturali, monsignor Giancarlo Santi; il direttore del Salone dei Beni culturali, Maurizio Cecconi. Prima di loro, però, interverranno alcuni "testimoni", chiamati apresentare le loro esperienze. Carla Bino, docente di Istituzioni di teatro e dello spettacolo presso l'Università Cattolica di Brescia, presenterà «Cruci-fixus», uno dei più bei festival di teatro sacro d'Italia, avviato nel 1998 fra la Val Camonica e il lago d'Iseo. Don Pietro Vittorelli, direttore del Museo storico di Montecassino, spiegherà come l'antica abbazia, nella fedeltà alla sua "vocazione", è polo culturale e spirituale sempre più aperto alla collettività. Si parlerà dì creazione di nuovi musei con Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano di Milano, e con Luigi Di Corato, docente in Cattolica, coordinatore del citato strerà il progetto di rilancio della milanese Villa Clerici quale «Centro per la cultura e le arti contemporanee». Altre esperienze di grande interesse quelle portate da Amilcare Barbero, direttore del «Centro di documentazione dei Sacri Monti, Calvarie complessi devozionali europei» (i Sacri Monti sono stati riconosciuti nel 2003 Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco), e da Ruggero Eugeni, direttore scientifico del primo «Corso di perfezionamento in gestione e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici», che ha il suo "grembo" nell'Università Cattolica di Milano e, quale titolo, «La bellezza del sacro».