Favara - Castello, lesioni nella cupola Favara. Un sopralluogo da parte dei tecnici specializzati della Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per controllare lo stato di salute del castello Chiaramonte ed in particolare della cupola che sovrasta la cappella. Lo ha chiesto il dirigente dell'Ufficio tecnico comunale, Alberto Avenia, che ha notato delle lesioni nella parete della cupola. «Stiamo eseguendo dei piccoli lavori di manutenzione relativi soprattutto alla sostituzione delle tegole in cotto del soffitto, alcune delle quali erano rotte - dice il tecnico - avevamo visto delle macchie di umidità per cui si è provveduto alla verifica». Ma se la semplice sostituzione delle tegole può essere fatta senza alcun problema, la fenditura, seppur piccola nella cupola necessita di una attenzione particolare e da parte di tecnici della soprintendenza specializzati in questo campo. Il castello Chiaramonte dopo decenni di abbandono fu restaurato da parte della Soprintendenza di Agrigento, lavori diretti dall'architetto Carmelo Antinoro, che hanno ridato lustro e riportato all'antico splendore il prestigioso maniero medievale. Migliaia i visitatori nel corso di questi anni, con il castello divenuto punto di incontro per importati manifestazioni di carattere culturale, letterario e scientifico. Da qualche hanno ospita anche il museo ornitologico del Barone Antonio Mendola, trasferito lì a seguito dell'inagibilità dell'attiguo palazzo sede della biblioteca intitolata all'illustre benefattore. La cupola su cui sono state notale le lesioni sovrasta la chiesetta posta nel piano nobile del castello. «Abbiamo chiesto un sopralluogo d'urgenza da parte dei tecnici della soprintendenza - ci dice ancora il capo dell'Utc - per valutare l'entità ed eventualmente intervenire subito per evitare che si possano creare danni consistenti». Qualche mese fa, grazie al lavoro fatto dall'associazione Sicilia Antica, di cui l'architetto Antinoro è presidente si è ricostruita, in grafica, la pavimentazione del castello grazie ad un frammento di mattone in cotto spesso circa 4 cm ed altri frammenti di un mattone di maiolica. Proprio da quest'ultimo elemento i tecnici di Sicilia Antica hanno ricostruito virtualmente il disegno ed un brano di pavimentazione che interessava circa sette secoli fa il piano nobile del prezioso maniero. La pavimentazione al momento del restauro fu effettuata con cotto siciliano, ma dopo questa scoperta, finanziamenti permettendo, non è da escludere che si possano realizzare le maioliche con i temi originali. Giuseppe Moscato 27052011