Italia Nostra sulla carenza di controlli: dobbiamo evitare nuovi disastri. II sovrintendente Zevi non replica. Spinosa: il nodo della sorveglianza riguarda tutte le strutture espositive. Il soprintendente è in riunione con i sindacati. Richiami». Dopo la quarta telefonata la segretaria di Fausto Zevi è esplicita: «Mi lasci un recapito, appena possibile segnalerò al soprintendente la sua richiesta». Ma la cortesia non basta, e il soprintendete ai Beni archeologici non richiamerà. Peccato. Fausto Zevi, che si è insediato solo sette giorni fa, avrebbe avuto l'occasione per dire quel che tutti si aspettavano di sentire: che cercherà di correre ai ripari, chiedendo più personale per presidiare le sale (vuote) del Museo Nazionale; che si batterà per tutelare le opere esposte e - soprattutto - per evitare che quell'inestimabile patrimonio finisca in rovina. Due giorni fa abbiamo dimostrato - con tanto di fotografie che spiegano meglio delle parole - quali e quanti rischi corrano i mosaici pompeiani. Chi accetta invece di commentare è il soprintendente speciale per il Polo museale napoletano, Nicola Spinosa. «Quello della scarsa vigilanza nei musei - dice - è un problema grave che riguarda tutta la rete dei musei italiani. Il personale di vigilanza non basta a custodire e sorvegliare un patrimonio tanto importante; e non ha una qualificazione professionale adeguata al ruolo chiamato a ricoprire. La realtà napoletana è ancora più complessa: ma se la Soprintendenza archeologica di Napoli, che soffre già carenze di personale, si mette ad aprire sale per realizzare anche mostre di arte contemporanea, finisce inevitabilmente col distrarre e diperdere quelle poche risorse risorse. La coperta è quella, inutile tirarla su e giù...». «Anche noi, a Capodimonte e San Martino - prosegue Spinosa - viviamo questi disagi. Quel che rende particolarissima la situazione dell'Archeologico, però, è il gran numero di visitatori. A Capodimonte, però, ci sono pochi visitatori. Speriamo che il nuovo soprintendente - insiste Spinosa -decida ora di occuparsi del problema potenziando, d'intesa con le organizzazioni sindacali, una sorveglianza adeguata. Non bisogna mai dimenticare che l'Archeologico è il più importante museo d'Europa; e che il suo valore aggiunto, rispetto al Louvre, al British Museum e a quello di Berlino è dato proprio dalla sezione dedicata a Pompei». Già, la sezione dei mosaici e degli affreschi vesuviani: proprio quella che, dalle foto pubblicate, appare più a rischio. Critico appare anche Guido Donatone, presidente regionale di Italia Nostra e studioso di ceramiche medioevali. «L'allarme lanciato dal Mattino è lo stesso che da tempo sottolineiamo all'attenzione dei soprintendenti - dice Donatone - Ricordo il caso dei dipinti di epoca romana sull'alabastro che per incuria e inettitudine andarono distrutti: solo perché nessuno si era preso la briga di sostituire le tendine di età borbonica che servivano a riparare dalla luce l'alabastro. Oggi quei dipinti sono andati perduti ma ri-schiamo nuovi disastri. E comincio a credere che di fronte a certe omissioni dovrebbe cominciare a muoversi anche la magistratura: non possiamo rischiare sui beni del nostro patrimonio storico e artistico». Nel frattempo, però, opere di 2000 anni fa restano praticamente incustodite e «a portata di mano» dei turisti. «Al Nazionale - conclude Donatone -c'è anche un altro problema: vi sono custoditi reperti di età postmedievale, che però non vengono messi a disposizione di studiosi e ricercatori esterni. Non ce li fanno nemmeno vedere, e l'opera d'arte finisce per diventare quasi un privilegio esclusivo, riservato a pochi eletti. Su questo punto mi sono rivolto al sindaco Iervolino e aspetto ancora una risposta. Quel che è certo è che, ai tempi di Causa e di Spinosa, c'era una grande apertura agli studiosi esterni».
Dopo la denuncia sui mosaici a rischio di furto - "Vigilanza al museo, intervenga la Procura"
Il Mattino ha denunciato la scarsa sorveglianza nei musei italiani, in particolare al Museo Nazionale di Napoli. Il soprintendente Fausto Zevi non ha risposto alle richieste di controlli. Il soprintendente speciale per il Polo museale napoletano, Nicola Spinosa, ha confermato che il problema è grave e che il personale di vigilanza non è sufficiente. Spinosa ha anche affermato che la Soprintendenza archeologica di Napoli si sta distrarrendo con mostre di arte contemporanea e che ciò sta affermandosi anche al Museo Nazionale. Spinosa ha richiamato l'attenzione sull'importanza di potenziare la sorveglianza e ha chiesto di occuparsi del problema.
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