L'ex assessore: «Insabbiate le delibere per salvare il museo» E' scontro aperto tra l'ex assessore alla Cultura Umberto Croppi e il suo successore Dino Gasperini. Oggetto del contendere: la gestione del Macro, il Museo d'arte contemporanea di Roma. Le dimissioni del direttore Massimo Luca Barbero hanno svelato un malessere che esisteva da tempo. Secondo Croppi il rischio è che in mancanza di risorse il Macro si . trasformi «in uno spazio dove affittare camere per mostre». Ma l'attuale titolare Gasperini replica: «Le delibere erano sbagliate, le correggeremo». Per attaccare la sua ex compagine di governo Croppi non ha esitato ieri a convocare una conferenza stampa nel foyer della Sala Umberto. Spazio sufficientemente disinibito per cannoneggiare ad alzo zero sugli ex alleati, «una classe politica che non frequenta queste istituzioni e considera certi spazi di nicchia». Il Museo d'arte contemporanea di Roma al centro dello scontro tra l'ex assessore alla Cultura Umberto Croppi e il successore Dino Gasperini «Gasperini non sapeva neanche dell'esistenza del Macro...», affonda i colpi Croppi. Che denuncia presunte pressioni sii Barbero «per far esporre le opere di un artista siciliano parente di un collega al quale io avevo sempre negato la possibilità». Riferimento al suocero dell'assessore Alfredo Antoniozzi allo scultore Vittorio Gentile. Il Macro sarebbe entrato in crisi per «d'insabbiamento politico di due delibero . La prima gli avrebbe conferito a tutti gli effetti lo status di Museo e non come ora di ufficio della sovrintendenza. La seconda avrebbe creato i presupposti per istituire una fondazione. Il Comune avrebbe stanziato invece solo 2 milioni. «Salviamo il Macro e Alemanno respinga le dimissioni di Barbero», lancia un appello Croppi. La replica di Gasperini è arrivata a stretto giro di posta: «Correggeremo le delibere sbagliate, il Macro avrà la sua fondazione e la sua autonomia. Nessuno scontro con il sovrintendente Broccoli». E Croppi? «Gli suggerirei, nei casi di dimissioni, di intervenire su chi le ha presentate».