Protocollo d'intesa tra assessorati all'Urbanistica e Cultura, Ufficio scolastico regionale e Beni culturali La salvaguardia del paesaggio al centro di un progetto che parte nelle scuole CATANZARO. Può essere lo skyline di New York quanto uno scorcio dell'altopiano della Sila: la costa di Bonifati con l'isola di Dino come le case abbarbicate sulla rupe di Pentedattilo. È il paesaggio nelle sue forme più estreme e diverse. Da custodire. Da coltivare. Per farlo l'assessorato regionale all'Urbanistica e Governo del territorio, quello alla Cultura, l'Ufficio scolastico regionale e la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici hanno messo a punto un protocollo d'intesa per la diffusione, nella scuola, della cultura del paesaggio e dell'identità dei paesaggi calabresi. Studieranno insieme le metodologie più adatte per sensibilizzare gli studenti, a partire dal primo grado, sul valore del paesaggio come territorio in sé ma anche come luogo delle relazioni tra l'uomo e il territorio. L'assessore al Governo del territorio Piero Aiello ha spiegato come la Giunta si stia muovendo non per una «gestione asettica», ma per la salvaguardia ambientale del territorio, partendo dalla Convenzione europea del 2006 e dalla "Carta del Paesaggio" alla quale ha lavorato anche la precedente Giunta. «Il dissesto naturale ha aggiunto è conseguenza di cause tanto naturali quanto antropologiche. Come attivare una metodologia nuova di approccio a queste problematiche? Abbiamo immaginato un percorso che cominci già dalle scuole elementari. Nel passato la Calabria non è mai stata un modello da seguire, a causa dell'abusivismo, degli alvei dei fiumi non puliti e altro. Si deve invertire la rotta». Qui entra in gioco il ruolo della politica, e per l'assessore alla Cultura Mario Caligiuri «è il tempo del futuro e ha bisogno di intelligenza. Il paesaggio deve essere tutelato; e la difesa del territorio è fatto culturale prima ancora che tecnico. In Calabriaha ricordato abbiamo risorse straordinarie, territori vasti, un'area archeologica che è la più estesa d'Italia; abbiamo 800 chilometri di coste punteggiate da case che restano chiuse per gran parte dell'anno, frutto di una politica cattiva nella gestione del territorio. Per cambiare le cose il sistema scolastico deve essere coinvolto, perché la cultura del bello è un'arma straordinaria per sconfiggere la mafia, e in questo quadro la gestione del territorio può fare la differenza». Per il dg dell'Ufficio scolastico regionale Francesco Mercurio «la sinergia istituzionale è un valore aggiunto, ed è importante in questo progetto la presenza dei Beni culturali. Attraverso questo protocollo si avviano azioni concrete che riguardano in primo luogo la formazione del corpo docente. La scuola è un vettore privilegiato per questi processi». Saverio Putorti, direttore generale del dipartimento Urbanistica, ha sottolineato le contraddizioni che caratterizzano la Calabria, che presenta il maggior numero di parchi ma anche la maggiore devastazione determinata dall'abusivismo. «Bisogna provi rimedio ha detto con un'operazione culturale e didattica; per questo è importante il dialogo con l'Ufficio scolastico regionale, per mettere in campo una strategia di rispetto e di "risparmio" del territorio». Rispondendo alle domande dei giornalisti l'assessore Aiello ha riferito che è al lavoro una squadra appositamente costituita che d'intesa con i sindaci è al lavoro per censire le situazioni di difficoltà e di degrado cui è necessario porre rimedio».E Caligiuri, dal canto suo, ha ricordato una regola per il successo delle iniziative assunte: «Quando viene scelta una strada, si deve andare fino in fondo». L'interesse della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria a collaborare è stato sottolineato, per conto del direttore Francesco Prosperetti, dalla dott. Rachele Mori.