Lunedì sarà presentato il libro con i risultati degli scavi 2007-2009 Questi hanno preceduto i lavori del cantiere tuttora funzionante In una controversia legale si parla anche di Niccolò Machiavelli Gli Uffizi. Nel senso di complesso monumentale. Si pensava di sapere tutto. Invece non è così e un libro che verrà presentato ufficialmente lunedì prossimo alla Biblioteca Magliabechiana, è latore di una tale quantità di sorprese quante davvero non ce ne saremmo aspettate. E non è assolutamente un caso che la pubblicazione - dal titolo La fabbrica degli Uffizi. Indagini e ritrovamenti. 2007-2009, a cura di Giorgio Elio Pappagallo ed edita da Sillabe - compaia proprio nell'anno in cui si celebrano i 500 anni dalla nascita del suo progettista - Giorgio Vasari - e per di più a 15 giorni dall'inaugurazio-ne della mostra che il Polo Museale fiorentino dedicherà all'architetto aretino, e i cui curatori non potranno non tenerne conto. Quasi un libro fatto apposta per «rompere le uova nel paniere», che comunque propone un bell'inventario di inediti e fa chiarezza sulle vicende anteriori alla «fabbrica vasariana», dell'area che a cavallo tra il 1560 e il 1580 vide sorgere il complesso destinato a diventare il primo museo d'Italia per numero di visitatori, vero scrigno di impareggiabile ricchezze storico-artistiche. Il libro, naturalmente, nasce anche con un'altra mission, ovvero consegnare i primi risultati del lavoro scientifico svolto dall'architetto Giorgio Pappagallo (che fino al 27 novembre 2009 fu il direttore del cantiere dei Nuovi Uffizi) portato avanti tra il 2007 e, appunto, il 2009. In questi tre anni è tornano alla luce materiale documentario di grande interesse e sorprende per la qualità e quantità dei reperti mobili e delle evidenze archeologiche rinvenute in aree circoscritte della fabbrica vasariana, così come per la schedatura delle apparecchiature murarie, dei materiali e delle tecniche costruttive. Il libro curato da Pappagallo contribuisce non solo allo studio del cantiere vasariano e delle trasformazioni urbanistiche di tutta l'area urbana tra piazza dei Priori e il fiume, fino all'assetto definitivo che proprio Vasari darà, ma anche di aspetti più generali della vita civile e istituzionale di Firenze. Lo testimoniano gli oltre 240 manoscritti (frammenti di codici e quaderni in pergamena o in carta bombicina) che coprono un arco temporale tra la seconda metà del '400 al terzo quarto del XIX secolo, rinvenuti da Pappagallo e i suoi collaboratori nel materiale di riempimento delle volte insieme a centinaia di reperti ceramici. Tra questi documenti, inaspettatamente, ecco emergere perfino il nome di Niccolò Machiavelli. che annare in una controversia legale, del luglio 1496, che vede contrapposto il futuro segretario della Repubblica fiorentina agli eredi di Berto di Simone Berti per un credito di 170 fiorini d'oro «per parte di suo servito e per parte del tempo che detto Nicholò stette et servì come suo giovane et garzone detto Berto e compagni di Roma et nella città di Roma». Il volume, arricchito da un poderoso apparato iconografico, è costituito da due parti e un'appendice centrale: la prima è più storica e accompagna il lettore attraverso le fasi storiche antecedenti l'impianto della fabbrica vasariana; l'appendice è una sorta di approfondimento di varie questioni legate ai materiali e alle tecniche di costruzione. I tre capitoli della seconda parte pongono l'obiettivo sui risultati archeologici dello scavo che ha preceduto i lavori per i Nuovi Uffizi. Oltre ai contributi scritti dello stesso Pappagallo e della Grifoni (che tra il 2006 e il 2009 coordinò l'ufficio della direzione di cantiere e nel libro critica senza troppi giri di parole il sistema delle gare al ribasso che «inquina con terribili sospetti l'appalto di opere pubbliche), nel libro trovano spazio scritti di Luigi Malnati (Direttore generale delle Antichità), Antonio Paolucci (già soprintendente per il Polo Museale fiorentino), Marinella d'Aurizio, Giovanni Roncaglia, Giuseppina Carlotta Cianferoni, Paolo Lelli, Luisa Galetti, Elsa Pacciani, Silvia Gori, Irene Baldi, Michele Asolati e Gianna Giachi.