Il Ministero dei beni culturali ha già deciso uno stanziamento per l'acquisto dell'archivio Vasari di Arezzo, da tempo al centro di una controversa vicenda di compravendita nella quale una società russa si era detta disponibile a pagare 150 milioni di euro. «La società russa si è ritirata e la direzione generale degli archivi del Ministero dei beni culturali ha già fatto uno stanziamento per l'acquisto dell'archivio», ha annunciato da Mosca il ministro Giancarlo Galan, a margine dell'inaugurazione di una mostra in occasione dell'anno della cultura italiana in Russia. Galan non ha fornito alcun dettaglio sull'entità dello stanziamento e sulle prospettive della trattativa con gli eredi Festari, proprietari dell'Archivio. In passato la società russa Ross Engineering aveva offerto 150 milioni per l'archivio (ma una perizia ordinata dal tribunale di Firenze l'aveva valutato 2,5 milioni). «Non abbiamo ricevuto nessuna proposta o comunicazione dal Ministero dei beni culturali, ribadiamo comunque la nostra disponibilità a vendere l'Archivio anche se questa volta vogliamo un acquirente con i soldi pronti in mano. In sintesi, da una parte noi con le Carte e dall'altra il denaro». È questa la reazione dell'avvocato Guido Cosulich, legale dei fratelli Festari proprietari dell'Archivio Vasari, in merito all'annuncio fatto a Mosca dal Ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan il quale ha dichiarato che il Ministero ha già deciso uno stanziamento per l'acquisto delle Carte.