Ma è giallo sulla cifra Fonti ufficiose: si tratterebbe dei 2,7 milioni fissati dalla perizia del tribunale. L'annuncio da Mosca ma la parola fine è lontana «La Direzione generale degli archivi del ministero dei beni culturali ha già fatto uno stanziamento per l'acquisto delle carte vasariane». Così a sorpresa l'annuncio del ministro Giancarlo Galan, responsabile appunto dei beni culturali. La frase, riportate dalle agenzie di stampa, è stata pronunciata nel corso di una visita a Mosca, per una mostra in occasione della settimana della cultura italiana. Non si chiarisce quale sia l'ammontare dell'accantonamento anche se fonti ufficiose, vicino ad ambienti ministeriali, accreditano l'ipotesi che si tratti di una cifra vicina a quella a suo tempo 'periziata'. Va infatti ricordato che una perizia ordinata dal tribunale di Arezzo aveva fissato il valore dei beni in due milioni e settecentomila euro. Per sintetizzare: il segnale che arriva dal ministero assume rilevanza, ma la grande partita sulla vendita dell'Archivio Vasari non sembra arrivata alla svolta decisiva. LA MOSSA potrebbe dunque andare nella direzione apparsa chiara negli ultimi mesi, ancora prima del passaggio di consegne al ministero fra Sandro Bondi e Giancarlo Galan. Lo Stato ha infatti trovato ostacoli sempre nuovi, una ragnatela volta a impedire la cessione ai russi o agli americano o comunque ad acquirenti esteri, una melina defatignte tessuta dal ministero, dalla sovrintendenza, da Equitalia, dalla procura di Roma per spingere gli eredi Festari alla soluzione finale: vendere allo Stato. Vendere a un prezzo ragionevole, appunto quei 2,7 milioni della perizia a suo tempo disposta dal tribunale di Arezzo. Una cifra che naturalmente è lontanissima, dai 150 milioni su cui si è trattato con il misterioso Vassily Stepanov, già agente dei servizi di sicurezza russi, e la sua holding moscovita «Ross engineering». MA A QUESTA soluzione i Festari non ci pensano neppure. Fonti vicine agli eredi hanno già chiarito per loro la valutazione è fuori dal mondo per un tesoro che comprende sonetti e lettere di Michelangelo, epistolari con Papi e Granduchi, persino un autoritratto di Vasari. Basti dire, aveva detto a suo tempo Guido Cosulich, l'avvocato dei fratelli, che «un solo bozzetto di Michelangelo è stato di recente battuto all'asta per 4 milioni e mezzo». E nelle carte di autografi del Buonarroti ce ne sono a iosa. DAI FESTARI arriva piuttosto la volontà di andare a un incontro con il ministro, appuntamento già saltato con Bondi e che per ora non compare nell'agenda di Galan. Ma a quel tavolo col ministro, se mai si farà, i Festari potranno fare sì uno sconto rispetto alla cifra dell'offerta irrevocabile d'acquisto di Stepanov, ma non scenderanno sotto gli ottanta-novanta milioni. Prezzo dinanzi al quale lo Stato risponderà picche. Rimane il fatto nuovo dell'annuncio di Galan ma è lecito pensare che se la cifra proposta non si sposterà di molto dai due milioni e settecentomila euro, l'estenuante storia dell'archivio Vasari continuerà ancora per molto tempo. E l'avvocato Cosulich, intanto, ha già messo le mani avanti: vengano con il denaro e noi porteremo le carte, ha detto senza nascondere il suo profondo scetticismo.