E la commissione di esperti boccia la "festivalizzazione" Il direttore artistico del Marini: "Iniziative legate solo alla creazione del consenso" dopo le statue di Rabarama è arrivato anche il festival del gelato. E questa volta la polemica sulluso delle piazze storiche scoppia anche dentro Palazzo Vecchio. Tra unala e laltra della stessa amministrazione: «Se sia unaltra marchetta? No comment», taglia corto lassessore alla cultura Giuliano Da Empoli. «Così almeno non si vedono le statue», non può però fare a meno di aggiungere il responsabile cultura che giusto una settimana fa si è scagliato contro la soprintendenza e la stessa Rabarama parlando proprio di «marchetta». Il muraglione bianco degli stand issato sul bordo della piazza, che dalla strada nasconde la vista di Palazzo Pitti, è stato formalmente autorizzato dalla soprintendenza (la piazza è demaniale). I gazebo del gelato in piazza della Repubblica, invece, dallo sviluppo economico del Comune: «Siamo co-promotori della manifestazione e abbiamo concesso piazza della Repubblica, ma limpatto sulla città è molto minore rispetto allanno scorso: allora le piazze impegnate erano quattro, oggi solo due», dice il vicesindaco con delega allo sviluppo economico Dario Nardella. Ma a Pitti non è un eccesso? «Quella non è nostra giurisdizione, ma cera bisogno di uno spazio capace di ospitare stand e macchine dei gelatai», aggiunge Nardella che ieri è diventato padre per la seconda volta di una bambina. Ma non la pensano così allassessorato alla cultura. Dove Da Empoli, a proposito di politiche per le piazze storiche, ha nominato dallottobre 2009 una commissione consultiva (e a titolo gratuito) di tre esperti per fissare criteri e regole sulle opere darte da collocare negli spazi pubblici della città: presidente il curatore darte Francesco Bonami, poi il direttore artistico del Museo Marini Alberto Salvadori e la direttrice del Centro darte contemporanea della Strozzina Franziska Nori. Che bocciano il festival del gelato. Dice Salvadori: «Lo scandalo è che in questa città, con questa amministrazione, lo spazio pubblico viene festivalizzato. Le piazze devono vivere col rispetto della storia e dellarchitettura. Invece si procede con iniziative legate solo alla creazione di consenso. Tutto in centro, dimenticando poi che l80 per cento dei fiorentini vive fuori dal centro. Perché non mettere il gelato allIsolotto? Certo, fa meno notizia. Davvero servono eventi spot come la "notte bianca" che da sola è costata più dellestate fiorentina?», domanda il critico darte. Così Franziska Nori, che torna su piazza Pitti: «Proprio lì...lo avrei evitato. Certo, sono realtà che devono potere esistere. Sorvolo sulle logiche che governano queste scelte. La commissione si è dotata di criteri per valutare linclusione in un panorama urbano di determinate opere darte. E uno strumento di trasparenza e democrazia, anche i cittadini devono conoscerlo». Uno strumento che prevede il coinvolgimento dei residenti, la selezione di opere da collocare nel contesto urbano e architettonico. Naturalmente tenendo conto dellidentità e del riconoscimento professionale degli artisti, spiegano gli esperti della commissione. Che fino a questo momento ha «bocciato quasi tutte le richieste di opere da donare alla città» perché non sono state ravvisate le condizioni «in termini di qualità, di rapporto con la storia e con il contesto». Ma che fine ha fatto il regolamento sulluso delle piazze al quale la giunta Renzi decise di ricorrere per definire una volta per tutte regole e criteri? E stato approvato appena lunedì scorso dal consiglio comunale, ma non è ancora entrato in vigore, dal momento che spetta alla giunta adesso approvare il disciplinare applicativo. Il regolamento stabilisce solo che gli eventi di promozione economica nelle piazze di Firenze potranno essere autorizzati solo dietro pagamento di un canone a compenso dello sfruttamento dimmagine della città. Su cinque piazze e luoghi storici però - piazza Duomo, piazza Signoria Santa Croce, piazza della Repubblica e via Martelli - le iniziative private sono escluse, «a meno che le iniziative non siano co-promosse dal Comune», spiega il vicesindaco. Controfirmate cioè dal pubblico, è quanto in sostanza stabilisce il regolamento appena approvato. Che demanda poi al disciplinare della giunta definire i tempi massimi di utilizzo per ogni singolo evento, lo spazio massimo utilizzabile e limporto del canone.
FIRENZE - Piazza Pitti tra statue e gelati Palazzo Vecchio si divide
Riassunto in massimo 200 parole:
La commissione di esperti ha boccato il festival del gelato a Firenze, definendolo "festivalizzazione" di spazi storici. Il direttore artistico del Museo Marini, Alberto Salvadori, ha criticato l'amministrazione per aver utilizzato lo spazio pubblico per creare consenso senza rispettare la storia e l'architettura della città. La commissione ha stabilito criteri per valutare l'inclusione di opere d'arte in un panorama urbano, ma fino ad ora ha bocciato quasi tutte le richieste di opere da donare alla città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo