"Ordine di rimozione immediata". È arrivato nella prima mattinata di ieri il fax dal gabinetto del sindaco alla Sovrintendenza ai Beni culturali. Una lettera concisa per invitare gli organi competenti a togliere le opere della rassegna internazionale di scultura dalla Casina Valadier. Insomma, poche righe per sollecitare lente di tutela ad avviare le necessarie procedure. È stata immediata la risposta della Sovrintendenza, che già ieri aveva avviato liter, con la quale spiega al Campidoglio che la pratica era partita. Di più. Il direttore regionale del Lazio del Ministero dei Beni culturali, Federica Galloni aveva già inviato una diffida alla Procura per chiederne la rimozione. Ora spetta ai vigili urbani andare a notificare latto. Lordine arriva, dunque, oltre che dalla Sovrintendenza anche dagli uffici del Comune romano. Ma niente di fatto. Moniti e appelli non sembrano aver sortito, almeno sino ad ora, alcun effetto. E ieri le opere degli artisti erano ancora al Pincio contro qualsiasi rispetto delle regole. Gli organizzatori Lamberto Petrecca e Gloria Porcella avevano annunciato la linea dura nella conferenza stampa di martedì mattina: "Non toglieremo le opere dalla Casina Valadier. Non saranno esposte nella parte pubblica del Pincio ma nellarea data in concessione ad un privato che può ospitare eventi come la nostra mostra". E la promessa lhanno mantenuta, tanto che nonostante la diffida dalla Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio, nonostante le lettere inviate dal Campidoglio, le opere non sono ancora state tolte. Il braccio di ferro quindi sembra destinato a continuare.