Ricognizione degli edifici storici pubblici da parte della commissione Urbanistica in attesa del Piano particolareggiato sopralluogo al liceo gargallo No alle nuove costruzioni, sì al recupero di quanto già esistente. Questo il concetto di fondo del Piano particolareggiato di Ortigia che si attende da un decennio. Uno strumento urbanistico ma non solo. Il PpO, infatti, detta le regole per lo sviluppo del tessuto urbano del rione Santa Lucia nel pieno rispetto del suo patrimonio e della sua storia. Proprio in relazione al Piano di Ortigia, la commissione Urbanistica del Comune ha avviato una ricognizione del patrimonio immobiliare di proprietà pubblica dislocato nell'isolotto. Un viaggio che è diventato un tour nel degrado, tra sprechi di risorse e di tempo. Un monitoraggio che ha scoperto il pessimo costume del «restauro del restauro» che connota molti degli edifici storici di Ortigia. «In attesa del PpO - afferma il presidente della commissione, Salvo Sorbello - abbiamo ritenuto opportuno conoscere la consistenza degli immobili di proprietà pubblica la cui destinazione d'uso compete sempre al Consiglio comunale. Come accade in ogni famiglia assennata, prima di comprare cose nuove, occorre vedere quello che si ha già. E proprio secondo questa logica abbiamo avviato una ricognizione nell'isolotto, anche perchè molti consiglieri non conoscono questi beni dal valore immenso che si trovano in aree particolarmente degradate di Ortigia». Come evidenzia Sorbello, Ortigia è oggi caratterizzata da un calo della popolazione che fa toccare il minimo storico per il quartieri: quasi 4.500 residenti. E a questa diaspora degli abitanti si affianca la pioggia di soldi pubblici stanziati proprio per il rilancio anche sociale dell'isola. «Parliamo di decine di milioni di euro di fondi pubblici - prosegue Sorbello - che hanno arricchito le tasche degli speculatori. L'obiettivo di questi finanziamenti, invece, era la ripopolazione e il recupero di Ortigia. Una meta che oggi risulta disattesa». In questo contesto, i sopralluoghi della commissione Urbanistica hanno un duplice scopo: riaccendere i riflettori sugli immobili abbandonati, scoprendo restauri incompleti o mai avviati e incuria degli enti pubblici; e proporre la ripresa di un percorso di valorizzazione oggi interrotto. Dall'ex caserma Caldieri, al lungomare di Levante, che è il più grande immobile pubblico dell'isolotto e si trova oggi in condizioni pietose, all'ex convento di Sant'Agostino: quest'ultimo edificio, che sorge in via Nizza, era stato destinato a ospitare il museo del Papiro e la sezione Paesaggistica della Soprintendenza. Un trasloco mai avvenuto a causa delle condizioni dell'edificio che, dopo il restauro, non è mai stato reso fruibile. E ancora, rischio crollo al Cinque piaghe di piazza San Rocco, a due passi da piazza Duomo. L'edificio è di proprietà del Comune e, in parte, dell'Asp. Ottenuti i fondi per i lavori di restauro, questi non sono mai partiti e oggi l'immobile rischia di crollare a causa delle sue pessime condizioni strutturali. Infine, l'ultimo sopralluogo è quello di ieri mattina al liceo Gargallo di Ortigia: abbandonato dopo un primo restauro, è il simbolo dello sfregio della politica alla memoria della città. i.d.b. 26052011
SICILIA - Recuperare il patrimonio esistente anziché invadere nuove aree
La commissione Urbanistica del Comune di Siracusa ha avviato una ricognizione del patrimonio immobiliare di proprietà pubblica dislocato nell'isolotto di Ortigia. Il viaggio ha scoperto il degrado di molti edifici storici, a causa di sprechi di risorse e di tempo nel restauro. La commissione ha ritenuto opportuno conoscere la consistenza degli immobili di proprietà pubblica, in attesa del Piano particolareggiato di Ortigia. Il piano prevede il recupero di quanto già esistente, ma la commissione ha scoperto che molti edifici sono stati abbandonati e non sono stati restaurati.
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