Fano "Fermiano questo progetto". Dopo cinque giorni la politica si scuote dal torpore e contrasta il progetto per il teatro romano, trascinata dal mondo della cultura che, insieme a quello delle categorie, ha reagito subito, con critiche anche veementi, all'annuncio da parte del sindaco di 22 nuovi appartamenti autorizzati nell'area di via De Amicis. Intervengono pressoché all'unisono il Pd, con il segretario comunale Cristian Fanesi e quello del circolo centro Enrico Fumante; il Psi, con il segretario fanese Giovanni Cicerchia; e il consigliere regionale del Pdl Giancarlo D'Anna, i quali fanno eco in vario modo alla censura che ha espresso per primo nel suo ruolo istituzionale l'assessore provinciale alla cultura Davide Rossi. La presa di posizione più rilevante è quella di D'Anna e non solo perché fa memoria delle discutibili scelte del passato. Si firma come presidente del Circolo Nuova Italia di Fano ma è evidente il rilievo politico di una critica espressa da uno degli esponenti più in vista del Pdl, seppure già in posizione critica nei confronti dell'amministrazione Aguzzi su temi come la sanità e l'urbanistica. "Fermiamo questo progetto - afferma Giancarlo D'Anna-, questa volta siamo in tempo e la città non accetterebbe, come sta accadendo, un errore di questa portata". D'Anna ricorda il precedente dell'ex caserma Montevecchio dove vennero alla luce i resti dell'anfiteatro romano. "Quando le giunte di centrosinistra decisero di vendere ai privati l'area ex caserma Montevecchio la città non si rese conto di quanto stava accadendo - rileva il consigliere regionale del Pdl -. A guardare bene neppure il consiglio comunale di allora visto che il voto per la cessione delle abitazioni di proprietà del Comune nell'angolo tra corso Matteotti e via Ceccarini, che consentiva poi di sviluppare il progetto di costruzione, vide il solo voto contrario del sottoscritto. Appena iniziati gli scavi per le fondazioni, i lavori vennero fermati per i reperti archeologici. Un ritrovamento annunciato visto che era arcinoto che quello era un punto importante dell'antica Fano romana". Dopo alcuni anni, continua D'Anna, per compensare del danno subìto l'imprenditore privato "il Comune consentì un aumento spropositato della volumetria degli appartamenti, autorizzando a costruire sopra le rovine romane, relegate tra i garage. Si arrivò addirittura a infilare una colonna di cemento armato dentro un pozzo medievale. Uno scempio". Quando all'inizio del decennio scorso vennero alla luce i resti del teatro romano nell'area limitrofa, che ospitava un laboratorio di maglie, "s'intravide l'opportunità di un vero e proprio rilancio del turismo storico culturale" e la Montanari Navigazione espresse la disponibilità ad allargare la campagna di scavi all'area dell'ex cinema Corso nel giardino interno della sua sede. Saltata l'ipotesi della permuta dell'area di via De Amicis, ora il progetto di edificazione annulla quel disegno. Non a caso, sull'onda della notizia, Aguzzi è stato accostato dal mondo della cultura a Vitige, re degli Ostrogoti che nel 539 devastò Fano.