C'è anche un mondo blu di reperti antichi che rischia di essere sacrificato in nome di appetitosi business. Non sono solo i pescatori scoglittiesi a "tremare" dinanzi alla volontà dell'Arenaria di volersi comprare la sabbia del loro Mare Nostrum considerato che le loro escavazioni produrrebbero effetti devastanti sulla flora e sulla fauna marina depauperandone la ricchezza economica e violentandone la bellezza naturale, Tremano anche i Verdi di Vittoria. "Nella zona soggetta a prelievo, indicata dalla concessione - spiega il segretario dei Verdi Giovanni Stracquadanio - insistono oltre dieci relitti di navi, identificati, denominati e rilevati dalle ricerche archeologiche svolte nel corso degli anni, facilmente evidenziabili dalle mappe pubblicate dalla sovraintendenza ai beni culturali". Entrando nei dettagli, il verde Stracquadanio spiega che "l'Area n. 1, zona di cava della ditta Arenaria, prospiciente la costa tra la zona ovest del Porto di Scoglitti e Punta Braccetto, risulta ubicata, per la sua parte iniziale ad una distanza compresa tra i 500 metri e i 1000 metri lineari dalla costa". Di fatto la stessa che è già sotto custodia giuridica. "Appellandoci al rispetto della normativa - aggiunge il segretario cittadino. - Noi verdi, abbiamo presentato alla Capitaneria di Porto di Pozzallo la nostra opposizione alla istanza di concessione demaniale marittima di sabbia e ghiaia presentata dalla ditta Arenaria srl Bologna, la nostra opposizione, che è stata istruita dall'avv. Salvatore Margani e sottoscritta dal presidente provinciale Santo Santaera, fa riferimento all'ordinanza 13 del 1993 della Capitaneria di porto di Pozzallo la quale, a tutela dei relitti archeologici, pone un divieto di balneazione, navigazione e altro nella parte sottostante il parco archeologico di Kamarina nella seguente delimitazione: nel mare lungo la costa dalla foce del fiume Ippari alla foce del Fiume Oanis (rifriscularo) fino a dieci metri di batimetria in specie, la profondità dei 10 m. barimetrici in tali bassi fondali coincide con una distanza dalla costa di oltre 1000 m. lineari. Pertanto riteniamo assolutamente illegittima la concessione per contrasto con il vincolodivieto di tale ordinanza". Pronti alla battaglia per salvare la ricchezza archeologica dei fondali marini del loro Mare Nostrum anche i vendoliani di Vittoria. "Se per l'attività estrattiva in terraferma - commenta Salvatore Garofalo (Sel) - se ne possono prevedere gli effetti, per quella in mare difficilmente si può valutarne l'impatto ambientale. E cosi invece di investire per la tutela delle bellezze ambientali, naturali e archeologiche, si continua nella logica di stuprare il territorio. E' certo che ci metteremo di traverso e ci opporremo con tutte le nostre forze". 26052011