Il sindaco di Atripalda ed i coleghi dell'hinterland, insieme ai funzionari della Soprintendenza, alle associazioni civiche ed ai rappresentanti del clero, si raccolgono intorno al comune obiettivo di tutelare il sito archeologico e di ottenerne la restituzione, dopo che il Tar ne ha disposto il ritorno ai privati, già titolari dell'area Atripalda. Sigilli all'Antica Abellinum, la macchina organizzativa del Comune per mobilitare l'opinione pubblica, e riottenere il sito archeologico, muove i primi passi. All'appuntamento di ieri sera, voluto dal sindaco Aldo Laurenzano e dall'assessore Nancy Palladino, erano presenti i primi cittadini di Avellino, Giuseppe Galasso, e di Mercogliano, Massimiliano Carullo, l'onorevole regionale Antonia Ruggiero, la dottoressa Fariello per la Soprintendenza, intellettuali come Franco Festa, Ugo Santinelli e Pierino De Gruttola del comitato «Salviamo la Dogana», il parroco Don Enzo De Stefano e tanta gente. Il primo cittadino ha rilanciato la necessità di un'azione congiunta per evitare la morte del patrimonio archeologico locale. «Intendiamo organizzare una manifestazione civile per denunciare la morte della cultura in città e per portare la problematica a livello nazionale». A parlare è l'assessore alla Cultura e agli Scavi di Abellinum, Nancy Palladino (la data sarà fissata in una successiva riunione operativa) contro la decisione del Tar di Salerno che ha riassegnato il terreno degli scavi dell'antica Abellinum alla famiglia Dello Iacono. Palladino ha ripercorso il lungo braccio di ferro con i proprietari del terreno, la famiglia Dello Iacono oggi tornata in possesso di quel terreno a seguito della decisione del Tar di Salerno. «Le radici della città capoluogo affondano nell'Antica Abellinum. - ha spiegato il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso - Non capisco la logica del provvedimento. Dobbiamo fare appello a tutte le istituzioni culturali e giuridiche. Questa vicenda avrà una ricaduta negativa anche su Avellino per l'impegno nel recupero della storia e delle radici. Faremo di tutto per tutelare un bene di Atripalda. Non vogliamo i soldi indietro». «È una ferita all'Irpinia. - ha commentato il sindaco Carullo di Mercogliano - Le sentenze si rispettano. Noi saremo vicini alla città di Atripalda. Abellinum è parte integrante dell'area urbana di Avellino». «Con i proprietari c'è stata una battaglia continua. Contro la sentenza del Tar ci sentiamo impotenti. - ha affermato la dottoressa Fariello - Come Soprintendenza non ci daremo per vinti. La cosa che fa sbalordire e che il commissario ad acta non ha voluto consegnare neanche una proroga per una casa romana la cui importanza è straordinaria. Erano in atto i lavori di copertura che abbiamo dovuto interrompere». L'onorevole Antonia Ruggiero, presidente della Commissione Cultura ha assicurato che investirà della vicenda il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro: «Mi sento una cittadina di Atripalda, sono nata qui. Bisogna essere tutti uniti. La regione Campania è presente: facendo audizioni regionali per prender qualche spunto e poi arrivare ai tavoli istituzionali più alti». Nel corso dell'incontro è stata avviata anche la raccolta di adesioni al «Manifesto per la Civita, la cultura è di tutti». «Come Pro Loco abbiamo disdetto tutte le visite. - ha dichiarato con amarezza il presidente della Pro Loco cittadina, Fernando Cucciniello - Attiviamo tutti i canali affinché ci venga restituita la Civita». Sulla questione interviene anche l'associazione politico-culturale «Cives» che esprime il proprio disappunto per le sorti subite dal Sito Archeologico. «Siamo convinti che una partecipazione collettiva possa contribuire a restituire il ruolo di centralità che quell'area ha rivestito in questi anni e diventi, così, il volano per lo sviluppo di Atripalda». Oggi la riunione dei capigruppo per decidere la data della manifestazione di protesta.