Beni architettonici e storici a rischio. Non sono pochi quelli che la scossa di terremoto abbattutasi sul Bresciano ha seriamente minacciato. Ma le minacce non vengono solo dal sisma, ma anche dal rischio che nel contesto di emergenza si dispongano senza opportune verifiche abbattimenti e interventi affrettati. Proprio per scongiurare questo e adottare un protocollo operativo funzionale ed efficace, ieri mattina, in Prefettura, si è svolto un vertice che ha visto confrontarsi e coordinarsi per le necessarie verifiche personale e funzionali di vari enti. Al vertice hanno preso parte il Sovrintendente per i beni architettonici e per il paesaggio di Brescia, Luca Rinaldi, e ftmzìona-ri del Dipartimento di Protezione civile, della Direzione regionale dei Beni ambientali, del Ministero dei beni culturali (Commissione sicurezza), dei Vigili del fuoco, oltre a don Pier Virgilio Begni Redona, delegato vescovile per i Beni culturali. Un coordinamento che si è posto obiettivi precisi. «Apriremo al Centro operativo misto di Salò - ha fatto sapere Rinaldi al termine dei lavori - ima "funzione" per i beni culturali, cui affluiscano tutte le notizie relative a danni ad edifici e cose di interesse storico-artistico». Questo per consentire di avere qjaanto,prfcfl ma un quadro definito delle frazioni più critiche e disporre i sopralluoghi più opportuni per le necessarie verifiche. Difficile, anzi, impossibile per il momento stabilire quali e quanti siano i monumenti, le chiese, gli edifici antichi, pubblici e privati, realmente compromessi. «Sappiamo già - ha prose-guito Rinaldi - che vi sono una trentina di chiese ed edifici religiosi per i quali è stata disposta l'inagibilità: le situazioni più gravi restano naturalmente quelle del Garda (Salò in testa), e della Valsabbia». Chiese o torri campanarie danneggiate si hanno a Salò, a Sabbio Chiese, a Odolo, a Roè e Preseglie. A Mura, nella Pieve di Savallo, è stato compromesso uno splendido altare del '500-'600. «Ma sono diverse anche le strutture lesionate pure nei Comuni della Bassa: Verolanuova e Verolaveccbia, Pompiano, Capriano, Fiero, Calvisano. La minaccia che incombe su un patrimonio storico, architettonico ed artistico di grande valore richiede interventi puntuali e celeri. Per questo fin da ieri pomeriggio è al lavoro una task torce specializzata. «Abbiamo istituito - spiega ancora Rinaldi - delle squadre miste coordinate dalla Sovrintendenza, composte da personale dei Vìgili del fuoco, ninzionari e tecnici della Sovrintendenza e ingegneri strutturisti del Gruppo nazionale Difesa Terremoti, un nucleo speciale della Protezione civile che unisce studiosi giunti dalle Università di Genova e Padova. I primi sopralluoghi sono già stati effettuati nelle scorse ore. Obiettivo primo resta verificare «se vi siano situazioni di grave dissesto per cui vi siano ordinanze di demolizione», e interfònice prima che sia troppo tardi. Sotto controllo verranno tenuti tutti quegli edifici sottoposti a vincolo che risultino al momento inagibili, dai palazzi municipali alle chiese e ai campanili, dagli edifici pubblici agli ospedali e le strutture private. Informazioni giungono al Centro operativo misto di Salò, alla Sovrintendenza e alla Curia: «Vi è la necessità di raccogliere tutto il materiale e operare unitamente». Il lavoro è solo alle prime battute e si annuncia complesso e lungo. «Per avere un quadro definito della situazione - conclude Rinaldi - ci vorranno non meno di 4-5 giorni: allora avremo un bilancio esaustivo» che consentirà di tracciare anche una stima dei danni.