Pronto il progetto redatto da Mariella Muti, servono 4 milioni di euro Allarme per il Teatro greco. Nessun rischio crollo ma necessità di restauro della sua cavea. Lo conferma l'architetto Mariella Muti che, in qualità di soprintendente ai Beni culturali, aveva redatto il progetto di ristrutturazione del monumento nel 2007. Un piano di interventi al costo di 4 milioni di euro, curato con la collaborazione scientifica di Lorenzo Guzzardi, allora dirigente del servizio Beni archeologici della Soprintendenza. «Si tratta di un progetto di restauro dell'antico monumento - dice Mariella Muti, oggi assessore comunale ai Beni culturali - che prevede anche qualche saggio archeologico. Si tratta di un'esigenza naturale visto che parliamo di un luogo che ogni anno ospita sulla sua cavea 150 mila spettatori nei due mesi delle Rappresentazioni classiche. Visitatori che si aggiungono ai turisti che ogni giorni affollano il sito». L'architetto Muti evidenzia come il Teatro greco sia utilizzato in maniera corretta, così come prevede il Regolamento sull'uso dei teatri antichi del dipartimento regionale ai Beni culturale che detta alcune regole ferree in termini di acustica, per esempio, e precauzioni dettagliate per il corretto utilizzo del monumento. «Ad eccezione di qualche evento-spettacolo come il concerto di Baglioni o quello di Bocelli - dice l'assessore - a Siracusa non vi è l'uso come per esempio accade a Taormina, e come denunciato da Legambiente in occasione della campagna "Salvalarte"». Il progetto di restauro del Teatro greco segue quello redatto dal soprintendente emerito di Siracusa, Giuseppe Voza, il quale proponeva il prosieguo degli scavi nella parte nord del monumento. Il piano di intervento redatto dall'architetto Muti parte da un approfondimento e alcune indagini di circa 15 anni fa, a seguito di cui scaturirono fuori le problematiche strutturali del sito che, vista l'assenza di interventi in questi anni, risulteranno certo accentuate. In termini di priorità, Mariella Muti parla del castello Svevo di Augusta. «È a rischio crollo - dice -. In passato abbiamo messo in sicurezza alcune parti dell'edificio ma è talmente vasto che occorre intervenire. Con i fondi della legge 433 abbiamo avviato il consolidamento delle fondazioni, ma occorre intervenire sul resto della struttura: è arrivato il tempo del restauro». Nella lista delle priorità si inserisce anche la Tonnara di Santa Panagia, per il cui restauro è stato sbloccato l'iter amministrativo rallentato da un contezioso. E ancora, l'ex carcere Borbonico e la caserma Caldieri di Ortigia. 25052011