Le opere di Duccio di Buoninsegna (il grande artista senese vissuto fra il 1255 e il 1319) dell'Opa di Siena «valgono» da sole l'equivalente di una «manovra» finanziaria da 22 miliardi di euro. Con il semplice valore di mercato, calcolato «al metro quadrato», dei lavori di Duccio di Buoninsegna posseduti dall'Opera della Metropolitana di Siena - la Maestà, la Madonna di Crevole e la vetrata del Duomo - si potrebbe «coprire» il costo di una di quelle manovre finanziarie che i politici di solito definiscono «importanti»: 22 miliardi di euro, circa 40mila miliardi di vecchie lire. Il conto, tra il paradossale e il provocatorio, l'ha fatto il rettore Mario Lorenzoni per illustrare la portata del piano di «manutenzione programmata» del monumento per il periodo 2005-2007 e rendere l'idea dell'importanza che riveste il patrimonio d'arte custodito dall'ente. Preso spunto dalla quotazione-monstre di 32 milioni di euro con cui nei giorni scorsi una minuscola Madonna (dimensioni: 25 per 27 centimetri) del maestro senese è stata aggiudicata al Metropolitan Museum di New York, carta e penna alla mano il rettore ha misurato la superficie delle opere di Duccio conservate all'Opa e ne ha ricavato, proprio come si fa con gli appartamenti o con le stoffe, il valore «al metro quadrato»: 474 milioni di euro. Che, moltiplicati per i 46,4 metri quadri totali di opere duccesche possedute dall'Opera Metropolitana, fanno appunto 22 miliardi. Ovvero una «manovra» coi fiocchi: il ministro Siniscalco è avvisato.