Si fa più aspra la polemica sulla rassegna di opere contemporanee e sui permessi. Diffida dei Beni culturali: nessuno ci ha avvisato Ignorato il divieto della Soprintendenza: sculture esposte alla Casina Valadier Le opere della Rassegna internazionale di scultura di Roma rimangono al Pincio. Gli organizzatori della mostra hanno deciso di sfidare il divieto della Soprintendenza, che ieri ha negato il via libera per la Casina Valadier, autorizzando però lesposizione a Villa Torlonia. Il ministero dei Beni culturali, attraverso il direttore regionale Federica Galloni, annuncia: «Abbiamo già inviato una diffida al Comune e, per conoscenza, alla procura di Roma. Quelledificio storico è un bene vincolato di proprietà del Comune e per qualsiasi manifestazione serve lok della Soprintendenza». Nonostante tutto, le sculture restano al Pincio. E gli organizzatori Lamberto Petrecca e Gloria Porcella insistono: «Non toglieremo le opere dalla Casina Valadier. Non saranno esposte nella parte pubblica del Pincio ma nellarea data in concessione ad un privato che può ospitare eventi come la nostra mostra». In barba ai moniti del ministero dei Beni culturali, ieri in pompa magna è stata presentata la manifestazione che per circa due mesi porterà 33 sculture di altrettanti artisti a villa Torlonia e al Pincio, le due location previste per la prima rassegna internazionale di scultura di Roma. Lesposizione nel gioiello di Villa Borghese però non sha proprio da fare. Lo ha decretato il tavolo congiunto tra Mibac e Comune che lunedì mattina ha intimato lalt allesposizione alla Casina Valadier e dato parere favorevole a quella nella storica villa sulla Nomentana con numerose prescrizioni da rispettare. Il divieto non è stato considerato. E si è tentato più di una volta di violare le procedure. Già venerdì pomeriggio a villa Torlonia sono arrivati i camion con decine di sculture pronte da montare. Opere di artisti che, per la maggior parte, espongono nella galleria Ca DOro gestita dal duo Petrecca-Porcella, questultima già consigliere di Forza Italia al municipio I. I tir sono stati però bloccati e cacciati via perché lok della Soprintendenza non era ancora arrivato, poiché il tavolo si sarebbe riunito soltanto lunedì. E proprio mentre la riunione era in corso è stato tentato un altro blitz, stavolta al Pincio. In fretta e furia si sono assemblate le statue, tutto doveva essere pronto per il via ufficiale. Tanto che nella corsa contro il tempo, ieri, a Villa Torlonia, unopera alta nove metri è stata danneggiata. Gli organizzatori, forti del fatto che la Casina Valadier è data in gestione ad un privato, hanno pensato di poter esporre senza alcuna autorizzazione. A nulla sono serviti gli avvertimenti della Soprintendenza, che più volte ha tentano invano di spiegare che si deve chiedere lok anche per mettere un ombrellone, figuriamoci una decina di opere. Niente. Scoppia la polemica. Lassessore alla Cultura, Dino Gasperini, glissa e non va alla presentazione. Interviene invece Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali del comune di Roma: «Se vogliono lasciare lì le sculture, se ne assumono tutte le responsabilità». È rottura con la soprintendenza. Ma i due galleristi non sono però nuovi a certe forzature: allEur, il Risveglio di Seward Johnson è stato tolto soltanto un mese fa, nonostante i numerosi ordini di rimozione proprio da parte del direttore Galloni. Ecco ora un altro braccio di ferro.
ROMA - Arte, la sfida del Pincio
Il ministero dei Beni culturali ha diffidato il Comune di Roma per aver autorizzato la rassegna di opere contemporanee e sui permessi senza il via libera della Soprintendenza. Le sculture sono state esposte al Pincio e alla Casina Valadier, nonostante il divieto. Gli organizzatori hanno deciso di sfidare il divieto e hanno spiegato che le opere saranno esposte in un'area privata. Il direttore regionale Federica Galloni ha annunciato che il Comune e la procura di Roma saranno informati. La polemica è scattata e l'assessore alla Cultura, Dino Gasperini, non ha partecipato alla presentazione.
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