L'assessore: «Per ora la montagna ha partorito un topolino» F.CL. PISTOIA. «Il federalismo demaniale? Almeno per ora è una montagna che ha partorito un topolino». Il commento dell'assessore comunale al patrimonio Alberto Niccolai fotografa bene la valutazione che chiunque può dare scorrendo, sul sito dell'Agenzia del Demanio, gli elenchi provvisori dei beni dello Stato che gli enti locali potranno richiedere. Al momento in provincia di Pistoia ci sono sedici tra edifici e terreni, tutti di non particolare valore né dimensioni. Guardando al valore in inventario, l'oggetto più significativo presente negli elenchi - per quanto riguarda il Comune di Pistoia - è il locale commerciale in via del Duca 9, occupato attualmente da un noto ristorante e che è catalogato con un valore di 440.000 euro circa. Scorrendo l'elenco si trovano poi altre otto voci in Comune di Pistoia: si va da un alloggio in via Puccini (266.000 euro) ad alcune case in via Salvatore Carnevali alle Sei Arcole (223.000 euro), ad una casa in via Modenese a Capostrada (155.000 euro), alla sede della ex scuola materna di via Don Milani (attualmente centro diurno per disabili "Casa di Alice", valore di inventario 126.000 euro). Di contro, in un altro elenco sono stati inseriti i beni che avrebbero potuto essere messi a disposizione ma che questo o quel ministero hanno preferito tenersi per sé. In provincia di Pistoia 18 immobili sono finiti in questa seconda lista, 8 dei quali nel comune di Pistoia. Scorrendola, ci si trova l'ex Casa del fascio di Bottegone (attuale sede della caserma dei carabinieri), la Casa del fascio di Pracchia (idem), l'immobile della Motorizzazione in via Ciliegiole (sede appunto degli uffici del Ministero dei trasporti), la sede della Forestale di via del Carmine. Stando così le cose, è verosimile che i beni immobiliari dello Stato su cui da tempo Palazzo di Giano sta facendo un pensierino possano concretizzarsi per canali diversi. È il caso dei cosiddetti beni artistici, per i quali è prevista una procedura inversa, con il Comune che manifesta il proprio interesse al Ministero per i beni artistici e da lì si parte per una eventuale trattativa. Come "Il Tirreno" ha scritto nei giorni scorsi, sarà questa la strada che verrà percorsa per la Fortezza Santa Barbara (ci sarebbe la disponibilità di massima della Sovrintendenza) e - con ogni probabilità - anche per la parte statale del complesso di San Lorenzo, il cui recupero è bloccato da anni. Niente da fare - invece - almeno per il momento, per la caserma Marini: il ministro della difesa La Russa ha per il momento escluso la cessione di strutture militari. Ma tornando agli elenchi del "federalismo demaniale", cosa succederà ora? «Nei prossimi giorni - spiega l'assessore Niccolai - si svolgerà la conferenza stato regioni, dopo di che dovremmo avere il decreto con la versione finale dell'elenco dei beni attribuibili. L'elenco sarà poi aggiornato ogni due anni. A quel punto verificheremo attentamente. Ma non è escluso che prendiamo l'iniziativa per sollecitare l'inserimento di beni che non si capisce perché non siano ricompresi. Ad esempio, quella parte del campo di volo dove si trova il campo nomadi: non si vede perché non sia stato inserito».