La Soprintendenza chiede nuove analisi e approfondimenti tecnici SAN PIETRO. Non partono i lavori di restauro della chiesa di S. Pietro a Marcigliano. La Soprintendenza ha chiesto nuove analisi e approfondimenti tecnici che richiederanno tempo, sempre che si riescano a reperire velocemente i fondi. Ieri sera in programma un incontro tra l'architetto Maurizio Silva, che cura il progetto di recupero per la Curia, e i rappresentanti delle associazioni PerSanPietro e Piccola Penna, sempre più preoccupati per lo stato di degrado in cui versa l'edificio. «Il nuovo responsabile per i monumenti della Soprintendenza ha deciso, dopo un sopralluogo, che sono necessari maggiori approfondimenti e analisi tecniche prima di intervenire sulla chiesa di S. Pietro a Marcigliano». Così l'architetto Maurizio Silva spiega l'ulteriore ritardo nell'inizio del restauro della chiesa, un gioiello architettonico abbandonato da anni e ora in condizioni precarie. Da anni si parla di un suo recupero (da quando un gruppo di abitanti aveva organizzato una raccolta di firme per salvare il monumento). Le associazioni PerSanPietro, Piccola Penna e Italia Nostra hanno cercato di coinvolgere tutti gli enti preposti, dal Comune di Capannori alla Curia, ma fin qui senza grandi risultati. E mese dopo mese le preoccupazioni aumentano, soprattutto per quello che riguarda il campanile, il cui tetto è crollato e fa temere il cedimento del trave che regge il campanone. «Le analisi che ci sono state richieste come integrazione sono molto tecniche. La Soprintendenza le ha ritenute opportune visto il grande pregio dell'edificio - spiega l'architetto Silva -. È stata richiesta un'analisi della struttura, della sua composizione, dello sviluppo che l'edificio ha avuto nei secoli. Si tratta di aspetti molto tecnici, ma importanti per procedere nel migliore dei modi al restauro». Analisi e approfondimenti non costosissimi (si parla di una cifra che si aggira attorno ai 5-6mila euro), ma reperire questi soldi potrebbe non essere semplice. La Curia si è già messa al lavoro, ma è difficile stabilire quando i fondi potranno essere messi a disposizione. Né è semplice utilizzare i fondi già disponibili. I 50mila euro arrivati dalla Fondazione Cassa di Risparmio, ai quali se ne sono aggiunti 22mila reperiti dal Comune di Capannori, erano infatti destinati all'esecuzione delle opere. «In via eccezionale potrebbero essere utilizzati per gli studi, ma solo in via eccezionale», sottolinea l'architetto Silva. E intanto in paese si incrociano le dita perché la chiesa continui a reggere il peso degli anni e dell'incuria, e si spera che le questioni burocratiche vengano risolte al più presto, per dare inizio ai lavori e tornare così a godere di una delle gemme architettoniche delle colline della zona nord del Capannorese.