Nelle more che giungano i 15 milioni destinati dalla Regione alla nostra città e che venga proclamato lo stato di calamità naturale, facciamo diventare il centro storico una zona franca a fiscalità zero. Lo suggerisce il segretario del circolo Berlinguer del Pd Epifanio Bellini intervenendo nel dibattito che si va sviluppando sulle zone antiche della città. «Accanto alle detrazioni fiscali del 36 e del 55 per cento e ai mutui agevolati della Regione Sicilia per le ristrutturazioni, si il sindaco dovrebbe costituire un ufficio di concerto con la Soprintendenza che in un mese rilasci le autorizzazioni per intervenire e azzeri quindi l'Ici, la Tarsu, e le altre imposte comunali per un tempo congruo, azzeri le spese d'istruttoria dei progetti e gli oneri concessori per i cambi di destinazione d'uso per tutti coloro che intervengano nella ristrutturazione di locali siti in Centro Storico, siano esse ad uso abitativo che commerciale. Specialmente per i cambi di destinazione d'uso commerciale, d'importi quantificabili in decine di migliaia di euro per intervento, questo incentiverebbe in maniera significativa il ritorno delle attività imprenditoriali (specialmente di tipo ricettivo) in Centro Storico con una riqualificazione di tante piccole porzioni a costo zero per il Comune». Il circolo Arci John Belushi definisce importante l'intervento di Rino La Mendola pubblicato ieri mattina dal nostro giornale, affermando di condividere alcuni spunti che «brevemente possono riassumersi nella mancanza di un progetto. Manca l'idea stessa di città, un progetto, largo e complessivo di cosa voler fare di Agrigento». Secondo il Belushi invece di prevedere un ulteriore sviluppo costruttivo a sud occorrerebbe puntare «al recupero del partrimonio edilizio esistente con la contestuale assunzione di una politica di incentivi tesa al ripopolamento della città vecchia. Perché investire quattrini in vie di fuga e raddoppi fantascientifici - conclude - quando da molti sono richiesti lo studio e il consolidamento degli ipogei e della collina quali soluzioni tecniche?» Maurizio Vinti afferma che «serve un rapido intervento dello Stato e della Regione, attraverso gli organi preposti demandati alla esecuzione di interventi finanziari, amministrativi e tecnici a far sì che si avvii urgentemente un'indagine geologica ed idrogeologica del suolo e del sottosuolo del colle agrigentino. Il tutto ai massimi livelli scientifici, accompagnati da studi e ricerche storiche degli avvenimenti franosi e dissesti vari. Solo con questo metodo si potrà dare una volta per tutte le giuste soluzioni ai fine di impedire che il centro storico di Agrigento nel volgere di pochi anni, si trasformi in un cumulo di macerie e per evitare che questo accada necessità l'impegno e la partecipazione di tutti. Bisogna fare crescere nell'opinione pubblica e soprattutto nei cittadini di Agrigento una conoscenza storica degli avvenimenti calamitosi, perché l'informazione diventi una forma di tutela per evitare facili allarmismi». 24052011
SICILIA - AGRIGENTO - Proposte per far rivivere il centro
Il segretario del circolo Berlinguer Epifanio Bellini propone di rendere il centro storico di Agrigento una zona franca a fiscalità zero. Il sindaco dovrebbe costituire un ufficio di concerto con la Soprintendenza per intervenire e azzerare le imposte comunali. Bellini suggerisce anche di incentivare il ritorno delle attività imprenditoriali con una riqualificazione di tante piccole porzioni a costo zero per il Comune. Il circolo Arci John Belushi definisce importante l'intervento di Rino La Mendola, che propone di puntare al recupero del patrimonio edilizio esistente e al ripopolamento della città vecchia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo