Fermato il cantiere del direzionale: sul posto la Soprintendenza L'allarme era stato lanciato ieri mattina dagli attentissimi cittadini del comitato coordinamento per la sicurezza che avevano notato qualcosa di strano negli scavi del cantiere di via Paolo Ferrari: probabilmente già in allarme per l'epopea degli scavi al Novi Sad, sui quali aleggiò il mistero per settimane prima che Comune e Soprintendenza facessero sapere di preciso di cosa si trattasse, il Comitato ha segnalato a tutti gli organi di stampa, con un comunicato piuttosto preoccupato gli strani ritrovamenti. Ed ecco, (potere della stampa ndr) come per magia subito dalla sovrintendenza ecco arrivare il comunicato preciso... «Dopo il rinvenimento del grandioso monumento di Vetilia (preservato intatto dai depositi alluvionali che seppellirono Modena romana, e ritrovato nel settembre 2007) in un cantiere di via Ferrari (zona nord della città) è appena venuto in luce un nuovo importante manufatto, una stele funeraria di cui spunta la sommità a circa tre metri di profondità. Fin dall'inizio il cantiere era stato sottoposto a controllo archeologico, vista la segnalazione dell'ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, Ivan Zaccarelli, che già all'avvio dei lavori aveva avvisato della presenza di resti d'interesse archeologico - scrive la sovrintendenza riguardo il cantiere di via Paolo Ferrari -. Gli scavi, eseguiti dalla ditta ArcheoModena, sotto la direzione scientifica degli archeologi della Soprintendenza Donato Labate e Luca Mercuri, hanno subito intercettato, a circa un metro di profondità, un piccolo immondezzaio cittadino ascrivibile al '600-'700 che ha restituito numerosi frammenti ceramici, tra cui alcune scodelle con caricature disegnate a graffito. Gli scavi sono poi proseguiti fino a 3,5 metri di profondità, quota base fissata per la realizzazione di locali interrati, e qui, a 3 metri di profondità, è emersa la sommità di una stele funeraria ancora in situ». «Subito informato del rinvenimento, il Soprintendente archeologo Filippo Maria Gambari ha richiesto l'ampliamento dello scavo per riportare in luce la stele e indagare le relative sepolture che dovrebbero trovarsi a circa 5 metri di profondità - continua il comunicato -. La stele, che presenta un frontocino decorato con una gorgone, ha lo specchio epigrafico rivolto ad occidente verso una strada della centuriazione modenese, il Cardine Massimo, che passava a poca distanza». In attesa di sapere come procedere una parte del cantiere del Direzionale Ferrari è stato bloccato.
Accanto al museo Ferrari spunta un'antica stele
Il cantiere del Direzionale Ferrari è stato fermato dopo il rinvenimento di una stele funeraria a circa 3 metri di profondità. La stele, con un frontocino decorato con una gorgone, è stata trovata in un cantiere di via Paolo Ferrari, zona nord di Modena. Gli scavi, eseguiti dalla ditta ArcheoModena, hanno subito intercettato un piccolo immondezzaio cittadino che ha restituito numerosi frammenti ceramici. La Soprintendenza ha richiesto l'ampliamento dello scavo per riportare in luce la stele e indagare le relative sepolture che dovrebbero trovarsi a circa 5 metri di profondità.
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