Il simulacro della Madonna a cavallo ha animato una lunga processione per la restituzione ai devoti e ai cittadini del luogo di culto riaperto con ritardo rispetto ai tempi previsti Scicli.La superfetazione abusiva degli anni 60 sarà abbattuta l'anno prossimo, grazie a un nuovo appalto. E' la notizia più importante nel giorno della riapertura della Chiesa Madre di Sant'Ignazio di Scicli. Dopo i lavori di restauro, durati circa tre anni, la chiesa finalmente è stata restituita ai devoti e ai cittadini nonostante il notevole ritardo rispetto ai tempi previsti. Una importante cerimonia ha accompagnato domenica l'apertura dei grandi portoni dell'importante luogo di culto. Lungo le strade del centro storico della città si è snodata una lunga processione che ha accompagnato il simulacro della Madonna delle Milizie fino all'ingresso della chiesa madre. All'interno del luogo di culto è stato poi proiettato un video sui lavori di restauro. Il contenuto dell'intervento di messa in sicurezza è stato illustrato dall'architetto Salvatore Bonincontro Puglisi e dall'ing. Bartolomeo Schembri, progettisti, collaborati, durante questo periodo, da Sergio Cassarà e Virgilio Corso. E' stato operato un incatenamento della facciata e delle pareti laterali, che subiscono l'azione di ruscellamento delle acque meteoriche e del sottostante torrente ed è stata inoltre rafforzata la fabbrica della chiesa, con tirantature e iniezioni di malta e calce. L'ing. Schembri ha anche denunciato come a causa di una attività maldestra della ditta appaltatrice dei lavori siano stati rovinati i dipinti del soffitto, il che ha costretto a imprevisti lavori di restauro degli stessi. Altra questione affrontata quella della superfetazione lungo la navata della chiesa che affaccia su via Nazionale. Era in progetto la demolizione del piano abusivo costruito negli anni Sessanta. Tale demolizione non è stata però compiuta. Il dipartimento, hanno annunciato i progettisti, ha previsto un nuovo finanziamento per abbattere il piano abusivo. La direzione dei lavori sarà affidata alla sovrintendenza di Ragusa. Questo nuovo stralcio andrà in appalto l'anno prossimo e ci si augura che il cantiere non richieda una nuova chiusura della chiesa. Per la diagnostica sono state usate addirittura delle microtelecamere, che hanno permesso di rilevare come i muri portanti dell'edificio ecclesiastico fossero particolarmente fragili e pressocché vuoti. Il restauro delle tele della volta è stato eseguito invece da Alba Paolino, Carmelo Vitale, Antonella Pancaldo, Rocco Virga, Giovanni Masuzzo e Simone Drago. Quelli della volta non sono affreschi, ma dipinti su tela. Le lunette laterali dei dipinti sono invece affrescate. La parte estetica di recupero della chiesa è stato possibile grazie ai contributi dell'otto per mille e alle offerte dei fedeli. Una ricostruzione filologica delle vicende edificatorie della chiesa -grazie anche alle notizie reperite dallo storico dell'arte Paolo Nifosì - ha permesso di verificare quale fosse lo stato dell'edificio fino al 1953, data dell'ultima modifica dell'ingresso dell'edificio di culto. Al termine della relazione dei tecnici, alla quale hanno presenziato il sindaco Venticinque e l'assessore ai lavori pubblici Vincenzo Giannone, è iniziata la santa Messa presieduta dal Vescovo di Noto Monsignor Antonio Staglianò. 24052011