Diventa un caso politico regionale la vicenda del progetto esecutivo di riqualificazione del lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza, dopo la sospensione dei lavori decisa dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Catania Il muro che ha fatto scattare il provvedimento della Sovrintendenza Diventa un caso politico regionale la vicenda del progetto esecutivo di riqualificazione del lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza, dopo la sospensione dei lavori decisa dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Catania. Interventi che riguardano la modifica del tracciato stradale in corrispondenza dell'area portuale che, secondo l'ente regionale, «non erano descritti nella planimetria di progetto con apposite sezioni costruttive». La Sovrintendenza, inoltre, rileva nel provvedimento di sospensione che «nel progetto in questione è stata rappresentata la sola modifica del tracciato stradale, riportato solo in planimetria senza riportare le quote altimetriche del sito». Il sindaco castellese Filippo Drago è sceso sul piede di guerra e ha trascinato la vicenda a Palermo, chiedendo l'intervento della IV Commissione Territorio e Ambiente dell'Ars. Appello che è stato accolto dal presidente della Commissione, Filippo Mancuso, il quale ha convocato per domani alle ore 10,30 - nella sede dell'assessorato a Palermo - in contraddittorio il sovrintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Catania e il primo cittadino di Aci Castello. «L'importanza del litorale di Aci Trezza è di rilevanza regionale - ammette Mancuso -. I turisti, i cittadini, le imprese e tutti quelli che vogliono bene al mare della Sicilia stanno guardando con attenzione a quello che succede in questo momento ad Aci Castello in merito alla questione del lungomare trezzoto. Mi sembra giusto che la commissione regionale ascolti tutti al fine di definire immediatamente l'avvio dei lavori per consegnare alla città un bene che è di tutti i siciliani». «Il provvedimento della Sovrintendenza - aggiunge Drago - travalica le reali materie del contendere. Con questo provvedimento il sovrintendente ha sospeso l'intera opera, peraltro già completata e con il materiale in area di cantiere, quando invece l'argomento del contendere, ammesso che ci sia, riguardava solamente una parte dell'opera pubblica. Auspico che quanto prima il sovrintendente lo revochi con assoluta urgenza. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di presentare entro questa settimana il ricorso al Tar contro il provvedimento di sospensione dei lavori». Beppe Castro 24052011